Teatro di Eraclea Minoa, affidate indagini per la mappatura del degrado

Il Parco archeologico: "E’ necessaria la raccolta di tutta la documentazione grafica e fotografica conservata negli archivi della Sovrintendenza per una comparazione ragionata con lo stato attuale e per una migliore comprensione dei processi degenerativi in atto”

“Prima di effettuare la progettazione di un sistema di copertura, che sostituisca la tensostruttura temporanea già peraltro danneggiata, a garanzia e tutela archeologica della pubblica fruizione, occorre redigere una mappatura del degrado delle strutture antiche del teatro per avere piena conoscenza dello stato di conservazione attuale dell’edificio e conseguentemente ai fini del restauro”. Il direttore del Parco archeologico Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, ha condiviso questa proposta, del dirigente dell’unità operativa 3, ed ha dato il via libera all’incarico per lo studio di fattibilità progettuale – un rilievo ortofotopiano in 3 D – al “Laboratorio per l’architettura storica Srl”.

E’ dall’inizio dello scorso agosto che s’è tornati a discutere, dopo decenni, della situazione di degrado del teatro di Eraclea Minoa. Proprio allora venne effettuato un sopralluogo al teatro e si iniziò a parlare di un concorso di idee internazionale per trovare una soluzione progettuale di avanzatissima ingegneria da finanziare poi con fondi del Parco o con risorse europee.

Adesso, ufficialmente, qualcosa – anzi più di qualcosa – si muove.

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Prima di procedere alla progettazione di un sistema di copertura è necessario, per il Parco, avere una mappatura del degrado. E questo per conoscere lo stato di conservazione ai fini di un successivo restauro. “E’ necessaria la raccolta di tutta la documentazione grafica e fotografica conservata negli archivi della Sovrintendenza – viene ricostruito dall'ente – ai fini di una collazione e una comparazione ragionata con lo stato attuale per una migliore comprensione dei processi degenerativi in atto”. Ecco dunque che s’è resa necessaria una nuova campagna di rilievo e di indagini da correlare e confrontare con quelle già in possesso della Sovrintendenza. Per questi rilievi non s’è potuto far fronte con personale interno al Parco “poiché – hanno scritto dallo stesso ente – la prestazione riveste una particolare specificità e non sono presenti, all’interno dell’amministrazione, idonee figure dotate della richiesta professionalità”. Motivo per il quale, dunque, ha interpellato il “Laboratorio per l’architettura storica” di Palermo che s’è detta disponibile ad eseguire i rilievi in tempi brevi. Il Parco archeologico ha impegnato, per realizzare questa nuova campagna di indagini, la somma di 36.500 euro.

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