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La decisione / Cattolica Eraclea

L'omicidio del marmista di Cattolica Eraclea, Cassazione annulla e rinvia in appello: nuovo processo

L'operaio Gaetano Sciortino fu condannato in primo grado a 24 anni di reclusione dalla corte di Assise. In secondo grado, la sentenza è stata totalmente ribaltata e il procuratore generale ha impugnato il verdetto

La prima sezione della Cassazione ha annullato e rinviato, per un nuovo esame, alla corte d'Assise d'appello. A impugnare il verdetto di assoluzione del 59enne di Cattolica Eraclea: Gaetano Sciortino, pronunciato lo scorso 22 giugno dalla corte d'Assise d'appello di Palermo, era stato il sostituto procuratore di Palermo, Giuseppe Fici. Di fatto, è stato accolto il ricorso del procuratore generale, ma anche quello della parte civile che è rappresentata dall'avvocato Nino Gaziano. 

Marmista massacrato nel suo studio a Cattolica Eraclea: operaio assolto in appello

Sciortino era stato accusato dell’omicidio del marmista del paese Giuseppe Miceli, ucciso il 6 dicembre 2015 all’interno del suo laboratorio. L'artigiano è stato massacrato con gli arnesi usati per il suo lavoro e fu colpito probabilmente con un motorino dell'acqua al volto. L'operaio Sciortino, difeso dagli avvocati Santo Lucia e Giovanna Morello, fu condannato in primo grado a 24 anni di reclusione dalla corte di Assise di Agrigento. 

In appello la sentenza è stata totalmente ribaltata. E l'imputato è stato assolto. Adesso, dopo la decisione della Cassazione, tutto torna in corte d'Assise d'appello. 

Marmista massacrato e ucciso per rapina: condanna a 24 anni

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