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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca Centro città / Via Duomo

Agrigento, una "Cattedrale" di... parole

L'editoriale del direttore del settimanale "L'Amico del Popolo", Carmelo Petrone, sullo "stato di confusione" che si è creato attorno alla Cattedrale di Agrigento. Si parla tanto, ma la struttura intanto rischia. E nessuno interviene

Sì, è proprio vero! La vicenda della Cattedrale, come abbiamo scritto, sembra una di quelle telenovelas, con improvvisi e repentini colpi di scena, capovolgimenti imprevisti, rivelazioni clamorose e risolutive ma, con narrazioni, che si interrompono sistematicamente nel punto culminante. E così, di puntata in puntata, la trama si evolve...

Ma, a differenza delle telenovelas, non ci sono “faide” familiari, ma schermaglie tra gli attori responsabili della messa in sicurezza; non ci sono tradimenti, ma cronoprogrammi sistematicamente annunciati e poi disattesi; non ci sono eredità da dividere, ma incertezze sui fondi a disposizione (18, 20, 40 milioni..., poi solo 5!); non ci sono figli illegittimi che spuntano all’improvviso, ma al posto dei figli “spuntano” dichiarazioni in contraddizione con quanto affermato in precedenza come: “certo e sicuro”; non ci sono conflitti generazionali, ma “conflitti” di attribuzione di chi fa cosa...

E così, lunedì 28 luglio, è andata in scena l’ennesima puntata ma, in questo caso, per quello che diremo, sarebbe meglio affermare che è andata in scena una replica già vista che, ai più, è sembrata però una prima visione.

A margine di un convegno promosso dal Pd, tenutosi alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, in cui è stata presentata la proposta di legge, della deputata nazionale Maria Iacono, per la messa in sicurezza degli edifici e la riqualificazione urbana, Livio Cavaleri, della testata giornalistica online Agrigentosette, approfittando della ghiotta occasione di avere ad Agrigento l’assessore al Territorio e Ambiente, Maria Rita Sgarlata ha posto, all’assessore, una “domanda trappolone” sulla questione dei 22 milioni di euro per il consolidamento del Colle San Gerlando. Soldi che, il Governatore Crocetta e il già assessore al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, dichiararono essere certi, ma che, per l’assessore Sgarlata, come dichiarato, lo scorso 30 giugno, durante un incontro il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, tenutosi nella sede del suo Assessorato, certi non sono. O meglio, dei 22 milioni di euro promessi, la somma disponibile per risanare il Colle è di soli 5 milioni di euro.

L’assessore Sgarlata ha dichiarato a Livio Cavaleri che: “La questione non può essere risolta con una affermazione, con una frase. Ho chiesto una conferenza dei servizi col Comune di Agrigento, l’ho ottenuta ma è stata poi revocata per via dell’arrivo del nuovo Commissario. Abbiamo una programmazione che ci dà la possibilità di avere questi soldi ed io sono per una politica concreta e non degli annunci”.
E, lontano dal palco, nota Livio Cavaleri, l’assessore ha dichiarato: “In realtà, il paradosso di tutta questa vicenda, è che non c’è un progetto. Ho decretato 58 milioni di fondi comunitari sui poli di eccellenza siciliani e l’anno scorso abbiamo lavorato sui progetti, cioè abbiamo reso ‘cantierabili’ questi progetti. Per questo voglio una conferenza dei servizi, perché non è una questione di soldi. Il presidente Crocetta l’ha detto chiaramente: i soldi ci sono”. Ecco, in apparenza, il cambiamento rispetto a quanto comunicato il 30 giugno. 
La dichiarazione che, “i soldi ci sono”, ai più è sembrata un’inversione di marcia rispetto a quanto dichiarato dalla Sgarlata lo scorso 30 giugno ma, fonti vicine al Pd, ci confermano che nulla è mutato e che, la dichiarazione dell’assessore, in realtà deve essere letta come una conferma di quanto dichiarato e cioè che, oltre ai 5 milioni di euro, certi per la Sgarlata, bisogna recuperarne altri, con una progettazione mirata ai fondi comunitari. Perché parliamo di questa vicenda come di qualcosa di già visto? 

Perché simili parole avevamo sentito dalla voce del già assessore Lo Bello durante il consiglio comunale aperto del 17 marzo u.s.. Anzi in quella occasione la Lo Bello affermò di avere presentato, sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e dietro sollecitazione del Ministero, oltre 400 progetti per un programma complessivo di 5 miliardi di euro. Tra i progetti presentati, dichiarò l’ex assessore durante la seduta del consiglio comunale (cfr. stenografico pag.77), è stato allocato anche il progetto per la Cattedrale per un totale di 40 milioni di euro. 

L’assessore Sgarlata afferma che “il paradosso di tutta questa vicenda è che non c’è un progetto”. A noi francamente il paradosso sembra un altro: la non chiarezza sulla vicenda e la facilità con cui si fanno gli annunci e poi si ritratta tutto. 

È lecito o no, sentendo le dichiarazioni dell’assessore, porsi delle domande? Chi ha ragione l’assessore Sgarlata o il già assessore Lo Bello? I progetti ci sono o non ci sono? E se non ci sono, a chi spetta, nel caso specifico, dare l’incarico per la progettazione? Se come dichiara la Sgarlata, non ci sono progetti, perché, nessun incarico di progettazione è stato affidato? È solo una mera questione economica o altro? Ad oggi abbiamo certezza solo dell’incarico di progettazione affidato dall’Arcidiocesi di Agrigento a specialisti per una messa in sicurezza della cattedrale che sia funzionale alla riapertura della navata centrale e che, permetta l’intervento di stabilizzazione del costone.

Nelle nostre riflessioni, ci teniamo a sottolinearlo, prive di intento polemico come qualcuno, in questi giorni ha sostenuto, chiediamo solo, a chi di competenza, di diradare lo “stato di confusione” che si è creato attorno alla Cattedrale.

Più volte, in questi mesi, abbiamo chiesto di sapere cose semplici: come l’esatta entità delle risorse, la loro natura, i tempi di realizzazione delle opere nonché i soggetti responsabili delle varie fasi di intervento.
Queste domande, a tre anni dalla chiusura del Duomo, attendono ancora risposta. Altro che “domande trappolone”! Forse quello che manca, alla nostra classe politica e alle nostre istituzioni, esulando anche dal caso specifico, è la sollecitudine a fare chiarezza, a rispondere alle domande poste, ai fax ed alle pec inviate le quali dovrebbero ricevere una risposta (fosse anche un diniego) entro un breve termine... Chi svolge una funzione pubblica e amministra la res publica  non può considerare delle legittime domande come una trappola. Ecco perché continueremo a chiedere chiarezza attorno alla Cattedrale di Agrigento! Ecco perché continueremo a porre quelle domande in attesa che qualcuno dia una risposta, non al settimanale, ma all’opinione pubblica. In democrazia funziona così…

Carmelo Petrone

direttore del settimanale "L'Amico del Popolo"

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