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Sanità, Cgil: «L'Asp garantisca epidurale a partorienti agrigentine»

La dirigente sindacale chiede che la Direzione strategica dell'Asp Agrigento, organizzi, potenzi, attrezzi e qualifichi le "unità operative di ginecologia ed ostetricia" per essere in condizione di garantire l'uso di metodiche analgesiche durante il parto

«Partorire senza dolore: nei nuovi livelli essenziali di assistenza l’anestesia epidurale. A tutte le future madri ed a totale carico del Sistema sanitario nazionale va offerta questa possibilità».

E' quanto afferma Caterina Santamaria, del Dipartimento per le politiche sociali e della salute di Cgil, che punta l'attenzione anche sulla revoca, per decisione del governo Regionale, di non essere più postazione fissa del Sistema del trasporto materno (Stam) e neonatale (Sten).

«Oggi e non in un "domani incerto" la Direzione strategica dell’Asp Agrigento, organizzi, potenzi, attrezzi e qualifichi le "unità operative di ginecologia ed ostetricia" per essere in condizione di garantire l’uso di metodiche analgesiche durante il parto - ha aggiunto -.

Premesso che ogni donna è libera di scegliere il luogo dove deve mettere al mondo un bambino, vorremmo sapere quante di loro sono costrette a varcare i confini della nostra provincia per poter accedere a questa prestazione. Se nella nostra Azienda, a suo tempo, è stato organizzato, investendo risorse, un corso specifico di formazione ed aggiornamento degli operatori del settore, adesso si arrivi al completamento del percorso. 

Faccia, quindi, l’Azienda tutto quello che serve per garantire sicurezza, accoglienza, umanizzazione del parto, salvaguardia della salute del neonato, tutela del diritto delle partorienti e promozione del “parto fisiologico”  fino alla realizzazione del Sistema del trasporto materno (Stam) e neonatale (Sten).

In riferimento al servizio di emergenza/urgenza del trasporto neonatale, riproponiamo quanto denunciato il 27.03.2015 con una "lettera aperta” rimasta senza risposta dove denunciavamo il fatto che Agrigento - per scelta del governo Regionale -  non fosse più postazione fissa dello Sten. Dal nuovo assessore alla Sanità ci aspettiamo che riveda questa decisione ripristinando questo servizio fondamentale per salvare la vita di un neonato».
 

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