"Direttore delle Poste si appropria di 250 mila euro", falsa partenza del processo

Il contemporaneo impegno di un giudice del collegio fa slittare l'audizione dei primi testi

Falsa partenza del processo carico dell’ex direttore dell'ufficio postale di Castrofilippo, Vincenzo Di Rosa, 56 anni, accusato di avere sottratto circa 223 mila euro ai clienti. Ieri mattina, uno dei giudici del collegio davanti al quale si celebrerà il dibattimento - Antonio Genna – ha avuto un altro impegno giudiziario improvviso, e l’udienza è stata rinviata al 27 novembre.

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Il processo è ripartito dopo che, in precedenza, il presidente della prima sezione penale Alfonso Malato aveva dovuto astenersi avendo trattato il procedimento nella fase delle indagini preliminari. Di Rosa (difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica) in passato semplice postino e poi promosso direttore dell’ufficio di Castrofilippo, sarà processato per svariate ipotesi di peculato e truffa. All’udienza precedente, quella di apertura del processo davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, Poste Italiane e le associazioni dei consumatori Codici onlus e Codici Sicilia si sono costituite parte civile. Di Rosa, secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandra Russo, si sarebbe appropriato di circa 51 mila euro di proprietà dell’ufficio – da qui scaturisce l’accusa di peculato – prelevandoli indebitamente dall’Atm e dalla cassa. Contestate, inoltre, svariate ipotesi di truffa ai danni di clienti. 

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