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"Caso Suv", dopo il "no" del Tar il Comune ci riprova: proposta una nuova causa

L'ente, su consiglio del legale esterno che è stato incaricato di difendere il Municipio ha deciso di ricorrere al giudice ordinario

Dopo che il Tar ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Agrigento contro la decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia - di revocare il finanziamento di oltre 130 mila euro utilizzato per l’acquisto dei Suv (120 mila euro) e 9 notebook (11.067,84), ma destinato ad attività conesse ai centri estivi, il Municipio ritenta di difendere il proprio operato (e salvare il trasferimento) cambiando corte.

I giudici amministrativi (che, va precisato, non si sono in alcun modo pronunciati sul merito del ricorso) hanno infatti soltanto declinato la loro giurisdizione sulla vicenda, in favore del giudice ordinario. Per questo il Comune, su sollecitazione del legale esterno nominato per la vicenda, ha dato incarico allo stesso di proporre ricorso davanti al tribunale civile di Palermo.

Un percorso che si annuncia quindi molto più lungo rispetto a quello amministrativo, ma che - nella speranza dell'Ente - potrebbe permettere di stoppare l'obbligo a restituire le somme al Ministero. Ciò che non è chiaro (ma solo perché non è noto) è quanto sta accadendo rispetto alla richiesta avanzata invece dalla Corte dei conti ai due funzionari che hanno curato la vicenda per il Comune, che si sono visti notificare una richiesta diretta di restituzione dell'importo.

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