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Caso Suv, l'accusa della Corte dei Conti: "L'obiettivo era comprare auto di rappresentanza"

Nelle oltre 40 pagine di provvedimento firmato dal pm e dal procuratore si ribadisce l'ipotesi dela responsabilità contabile del dirigente Di Giovanni e della funzionaria Orlando. L'evento con i Volontari di strada? "Una pantomima"

Compariranno il prossimo 15 febbraio dinnanzi alla Corte dei Conti per la Regione Siciliana Gaetano Di Giovanni, ex dirigente del Comune di Agrigento e Angela Orlando, funzionaria dell'Ente, entrambi accusati dai magistrati contabili di aver procurato un danno erariale da oltre 120mila euro allo Stato con l'acquisto - ormai celeberrimo - dei Suv e dei pc con i fondi destinati alle famiglie per il pagamento delle attività estive. 

In ben 40 pagine la Procura presso la Corte dei conti (che si è attivata dopo la segnalazione del vicepresidente provinciale del Codacons Giuseppe Di Rosa) firma il proprio atto d'accusa verso i due dipendenti comunali, rei di aver agito con dolo e colpa grave e con uno scopo: un  "maldestro tentativo atto a creare la mera apparenza della volontà di utilizzare le risorse economiche ricevute per una delle finalità ammessa dal Dipartimento della famiglia". A loro, in solido, la Corte chiede la restituizione delle somme spese.

Questo, sostengono i magistrati, con il dirigente che avrebbe agito con "palese ed inammissibile sfrontatezza", sintomatica "di una condotta consapevolmente scevra da ogni, anche minimo ed elementare, senso di rispetto per le istituzioni e la cittadinanza che dovrebbe invece essere insito nel dipendente pubblico".

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In particolare Di Giovanni, mentre le procedure per utilizzare le risorse per far funzionare i centri estivi e rimborsare il servizio di baby sitting di fatto languevano con l'anno ormai che si avviava alla fine "parallelamente e dietro le quinte curava un altro procedimento, costruito sulla base di quella isolata, generica e non trasparente richiesta dell'associazione Volontari di strada di utilizzare i mezzi di trasporto e pc in uso del Comune per un non meglio precisato evento da realizzarsi entro il 31 dicembre". 

Il riferimento è ad una richiesta dell'associazione caritativa di utilizzo dei mezzi per attività "educative e ricreative".

"Il paradosso della vicenda - accusa la Procura -  è quindi quello di aver speso la somma di 131.118 euro  (pressocché interamente utilizzata per l'acquisto di quattro Suv di importo parti a 120mila euro) per una non meglio precisata iniziativa che avrebbe coinvolto un numero non precisato di minori, della durata di meno di due ore... L'anomala e singolare sequenza causale che ha caratterizzato la gestione della vicenda, infatti, appare premeditamente studiata nei particolari, con la precisa intenzione di spendere le somme ricevute per l'acquisto di autovetture aventi caratteristiche tipiche delle auto di rappresentanza, all'evidenza inutili e inutilizzabili per la platea di quelli che dovevano essere i beneficiari del contributo, cioè bambini e ragazzi minorenni". Auto di rappresentanza, va precisato, che non sarebbero andate ovviamente ai funzionari ma bensì ai rappresentanti politici dell'ente. 

Tutto sarebbe provato non solo dagli atti posti in essere ma dalla "finale rappresentazione pantomimica dell'evento ludico per il quale sarebbe stato necessario spendere ben 120mila euro in Suv, artamente posta in essere solo perché i predetti funzionari erano ben consapevoli che avrebbe dovuto rendicontare al Dipartimento le attività svolte". Auto che, precisa la Corte, vengono consegnate ai Volontari alle 11.40 del 31 dicembre e poi restituite alle 13.30.

Accuse rispetto alle quali ovviamente sia Di Giovanni che Orlando hanno fatto pervenire atti difensivi che smentiscono su tutta la linea l'accusa e dai quali emergerebbe - secondo la Procura - come l'acquisto dei suv fosse "una scelta obbligata". Non vi sarebbero inoltre riscontri della volontà di utilizzare quelle risorse per altri scopi sociali, come la più volte sventolata (a posteriori) intenzione di comprare pulmini o auto 7/9 posti: tutto, secondo i magistrati, è "da ricondurre al campo delle mere idee". Ormai in più contesti respinta anche la giustificazione fornita all'acquisto di Suv e pc connessa ad una presunta autorizzazione fornita dallo stesso Dipartimento alla Famiglia (che, precisa la Corte, ha messo mano alla vicenda solo dopo che questa è stata al centro di un servizio di Striscia la notizia), dato che la stessa era da ricondursi a semplice indicazione di massima.

Insomma, secondo il magistrato, le deduzioni difensive, "non hanno determinato un mutamento della ricostruzione complessiva della vicenda, con la conseguenza che risultano permanere inalterati i presupposti dell'esercizio dell'azione di responsabilità amministrativo-contabile".

Codacons:  "Invieremo tutto alla Procura di Agrigento"

"Caso Suv, siamo all’epilogo della magistratura contabile, il 15 febbraio compariranno innanzi alla Corte dei Conti per la Regione Siciliana Gaetano Di Giovanni, ex dirigente del Comune di Agrigento e Angela Orlando, funzionario dell'Ente,
entrambi accusati dai magistrati contabili di aver procurato un danno erariale da oltre 120mila euro allo Stato con l'acquisto dei Suv con i fondi destinati alle famiglie per il pagamento delle attività estive. Subito dopo, si presume, sarà la Procura della Repubblica di Agrigento ad agire in tal senso, visti i chiari riferimenti dei guidici contabili".

A dirlo in una nota è il responsabile del Dipartimento "Trasparenza enti locali" di Codacons Giuseppe Di Rosa

"Nella giornata di lunedì - conclude - inoltreremo gli atti della Procura della Corte dei conti (anticipando la stessa) alla Procura delle Repubblica a prosecuzione dell’esposto a suo tempo inviato"

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