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L'Open Arms a Porto Empedocle

L'Open Arms a Porto Empedocle

Anomalie sulla Open Arms, dopo l'ispezione della Guardia costiera scatta il fermo

La Procura ha chiesto la convalida del sequestro della nave: il gip Stefano Zammuto dovrà decidere entro dieci giorni, l'inchiesta è destinata ad avere sviluppi con le iscrizioni nel registro degli indagati

A Porto Empedocle, l'Open Arms è stata ispezionata dai militari della Guardia Costiera. Dalle verifiche sono emerse una serie di gravi anomalie relative alla sicurezza della navigazione, al rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino, al training e alla familiarizzazione dell'equipaggio con le
procedure di emergenza previste a bordo (convenzioni SOLAS e MARPOL).

Le anomalie - fa sapere la Guardia Costiera - hanno comportato l'immediato fermo amministrativo dell'unità a Porto Empedocle e, pertanto, la nave non potrà lasciare lo scalo fino alla eliminazione delle irregolarità tecniche e operative
rilevate durante l'attività ispettiva. I militari della Guardia Costiera, che sono specializzati in sicurezza della navigazione, hanno proceduto alla verifica tecnica della nave e della certificazione in possesso ai sensi delle norme comunitarie ed internazionali vigenti per accertare le condizioni di sicurezza della nave stessa. 

Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha chiesto al gip la convalida del sequestro preventivo della nave della Open Arms, al centro di un braccio di ferro internazionale da settimane. L'istanza è stata formalizzata in tarda mattinata, entro le 48 ore previste. Il gip Stefano Zammuto avrà, adesso, dieci giorni di tempo per decidere.

Il sequestro, che ha comportato lo sbarco immediato dei migranti a bordo, è stato disposto nell'ambito dell'ultimo dei tre filoni di indagine che la magistratura agrigentina ha aperto in pochi giorni, che ipotizza il reato di omissione di atti di ufficio in relazione alla mancata evacuazione della nave, che - secondo l'accusa - sarebbe stata necessaria per ragioni di natura sanitaria, e alla mancata ottemperanza dell'ordinanza del Tar che sospendeva il divieto di ingresso in acque italiane.

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