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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca

Caso La Gaipa, la difesa al riesame: "E' un complotto interno al M5s"

Gli avvocati Diego Galluzzo e Calogero Petix: "Perchè il nastro è stato consegnato a tre settimane dalle elezioni?"

“Fabrizio La Gaipa è vittima di una macchinazione interna al suo stesso partito per invidie elettorali. La registrazione del colloquio girava per posta elettronica fra tutti gli attivisti del Movimento Cinque Stelle ma il nastro è stato consegnato alla polizia solo tre settimane prima delle elezioni”.

Gli avvocati Diego Galluzzo e Calogero Petix, dopo settimane di indiscrezioni e mezze frasi circolate in ambienti giudiziari, escono allo scoperto e attaccano con forza gli accusatori dell’imprenditore e uomo politico finito tre settimane fa agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione ai danni dei dipendenti dell’albergo Costazzurra ai quali avrebbe estorto una parte consistente dello stipendio che formalmente veniva erogato attraverso il sistema del “cavallo di ritorno”.

I difensori del quarantaduenne, primo dei non eletti alle regionali nelle fila del Movimento cinque stelle, ieri mattina, hanno discusso il loro ricorso al tribunale del riesame che nelle prossime ore – sicuramente in mattinata – depositerà l’ordinanza di conferma o annullamento dell’ordinanza cautelare, firmata dal gip Stefano Zammuto, che ha imposto il divieto di dimora ad Agrigento anche al fratello di Fabrizio La Gaipa – Salvatore, 46 anni – con cui gestisce l’attività anche se il suo coinvolgimento è minore perché non si occupava della gestione del personale se non in maniera occasionale. L’udienza al tribunale del riesame arriva peraltro due giorni dopo l’incidente probatorio nel quale due dei tre accusatori di La Gaipa hanno confermato in aula le accuse. 

L’indagine, condotta sul campo dalla squadra mobile, è stata avviata sulla base delle rivelazioni fatte da una fonte confidenziale che sono state poi confermate dai dipendenti che hanno descritto il sistema del “cavallo di ritorno” di parte dello stipendio aggiungendo che “il meccanismo era collaudato ed esteso a tutti gli altri dipendenti”. A fare chiudere il cerchio la registrazione di due colloqui, fatta di nascosto da un cuoco, in cui si sente Fabrizio La Gaipa e il dipendente discutere di modalità e cifre (quasi la metà) della restituzione dello stipendio che formalmente veniva erogato in busta paga. Proprio sui tempi della consegna del nastro i legali hanno avanzato dei sospetti: “Perché il dipendente prima viene sentito dalla polizia e neppure fa cenno alla registrazione e poche settimane prima dal voto lo consegna alla polizia? Peraltro il nastro circolava per posta elettronica fra gli iscritti del Movimento”. 

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