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Caso "Ecap", rinvio a giudizio per avvocato e due marescialli dei carabinieri

Il Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella, ha deciso sulla richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica, rappresentata dal Pm, Andrea Maggioni, riguardante gli indagati coinvolti nell'inchiesta Ecap e sulle presunte irregolarità legate alla gestione dell'istituto di formazione

l Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella, ha deciso sulla richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica, rappresentata dal pm Andrea Maggioni, riguardante sei indagati coinvolti nell’inchiesta Ecap e sulle presunte irregolarità legate alla gestione dell’istituto di formazione. Il protagonista principale dell’inchiesta è Ignazio Valenza, avvocato ed ex presidente dell’Ecap coinvolto per un presunto abuso di ufficio legato alla stabilizzazione di 4 dipendenti.

ll rinvio a giudizio è stato deciso per Ignazio Valenza, avvocato 50enne di Agrigento, già assessore al Comune e legale rappresentante dell'Ecap; Antonio Arnese, 45 anni, maresciallo dei carabinieri ai tempi al comando del Nucleo ispettorato del lavoro di Agrigento; Vincenzo Mangiavillano, 59 anni, di Ribera, maresciallo dei carabinieri, ex comandante della Sezione di Polizia giudiziaria alla Procura di Agrigento.

I due carabinieri sono accusati dalla Procura di corruzione per avere barattato l’assunzione della moglie di Arnese in cambio di un “controllo erroneo, blando e lacunoso” all’istituto Ecap.

Il maresciallo Mangiavillano verrà inoltre processato per il reato di rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, perché nella qualità di comandante della sezione di Pg avrebbe procurato ad Ignazio Valenza e ad Antonio Arnese "un indebito profitto patrimoniale ed un ingiusto profitto non patrimoniale" avendo raccontato ai due lo stato delle indagini svolte nei loro confronti da parte della Guardia di Finanza di Agrigento.

Tra le accuse nei confronti dell'avvocato Ignazio Valenza, anche quella di essersi appropriato di una porzione dei finanziamenti regionali destinati alle spese del personale per i progetti formativi dell'Ecap e di aver costretto una dipendente dell'ente a sottoscrivere delle buste paga a lei intestate in assenza della relativa retribuzione.

Secondo l'accusa, Ignazio Valenza, quale rappresentante legale dell’ente di formazione professionale "Ecap" di Agrigento, avrebbe denunciato l’avvocato Laura Grado, pur sapendola innocente, rea di essere indebitamente venuta a conoscenza di una corrispondenza postale non diretta a lei, con la quale l’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione della Regione Siciliana rappresentava all’Ecap il proprio diniego al riconoscimento della spesa relativa ad assunzioni o trasformazioni di contratto da “a progetto” a “tempo indeterminato” di quattro dipendenti dell’Ecap.

Gli altri indagati, ora prosciolti, erano: Mario Carmina, 49 anni di Canicattì ma residente a Ravanusa; Giuseppe Valenza, 47 anni di Ravanusa; Sebastiandaniele Castelli, di Agrigento 34 anni e residente a Porto Empedocle.

Il Gup si è pronunciato dichiarando il non luogo a procedere, con sentenza, per cinque degli undici capi di imputazione.

Il processo inizierà il 19 ottobre avanti la seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento.

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