Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Caso Diciotti e inchiesta su Salvini, primo nodo: la competenza territoriale

Bisogna in via preliminare stabilire in quale luogo sarebbe partita la presunta condotta illecita del ministro: le acque di Lampedusa, dove i migranti sono stati soccorsi, oppure il porto di Catania dove la nave è rimasta per giorni in attesa dell’ordine di sbarco dei migranti

Il tribunale dei ministri, presieduto da Fabio Pilato, si è informalmente riunito per fissare le linee guida del procedimento contro il ministro degli Interni Matteo Salvini. L’esame del fascicolo, cominciato già sabato, vedrà tempi molto brevi. Il caso deve essere chiuso entro 90 giorni. Il primo nodo da sciogliere riguarda la competenza territoriale. Bisogna in via preliminare stabilire in quale luogo sarebbe partita la presunta condotta illecita di Salvini: le acque di Lampedusa, dove i migranti sono stati soccorsi, oppure il porto di Catania dove la Diciotti è rimasta per giorni in attesa dell’ordine di sbarco dei migranti.

L'inchiesta su Salvini, atti trasmessi a Palermo 

Nel primo caso l’inchiesta resterebbe in capo alla magistratura di Palermo, cui gli atti sono stati trasmessi da Agrigento, che è competente ad indagare ma non è sede di tribunale dei ministri.

La competenza sarebbe invece della magistratura di Catania se dovesse invece emergere che proprio qui si sarebbe concretizzato il blocco dello sbarco.

Il ministro: "Paura? Non mi arrenderò mai"

L’individuazione del luogo del presunto reato comporta la ricostruzione della "catena di comando", che passerà attraverso l’esame di numerosi testimoni alcuni dei quali sono stati già sentiti. La Procura di Palermo ne ha indicati diversi, a cominciare dal comandante della nave Diciotti, il capitano di fregata Massimo Kothmeir. Sarà ascoltato anche il capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, che la Procura di Agrigento aveva qualificato come indagato mentre per quella di Palermo è un teste.

L'avvocato Giuseppe Arnone pronto a difendere il ministro Salvini 

La lista comprende anche i comandanti delle capitanerie di porto di Porto Empedocle e di Catania, il responsabile dell’ufficio circondariale marittimo di Lampedusa, il capo del Dipartimento delle libertà civili, Gerarda Pantalone, e il suo vice Bruno Corda. Saranno comunque i giudici del tribunale dei ministri a decidere chi e quando esaminare. 

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