Cronaca

Le case di appuntamento nel centro storico, il gip scarcera l'intera famiglia arrestata

Il sequestro degli immobili e la documentazione, allegata dalla difesa, che prova la diversa destinazione di quegli alloggi, "fa ritenere cessata l'attività criminosa"

"La produzione difensiva dei contratti di locazione di lunga durata dei mini appartamenti, precedentemente destinati a case di prostituzione, insieme alla circostanza che gli stessi sono sottoposti a sequestro preventivo, fa ritenere affievolite le esigenze cautelari dovendo ritenere cessata l'attività criminosa".

Con queste motivazioni, il gip Alessandra Vella, ha accolto quasi interamente le richieste dei difensori, gli avvocati Giuseppe Lo Dico ed Emilio Dejoma, e ha sostituito la misura cautelare, per i tre indagati dell'operazione "Bed and Babies", che ha sgominato un giro di prostituzione che sarebbe stato allestito in alcuni appartamenti di via Saponara, nel centro storico. Al posto degli arresti domiciliari è stato disposto l'obbligo di firma ogni lunedì e venerdì. 

Resta, invece, ed è fondamento della stessa scarcerazione, la richiesta di sequestro preventivo degli immobili. All'alba del 6 febbraio sono finiti ai domiciliari Emanuele Pace, 66 anni, la moglie Pierina Miccichè, 52 anni e il loro figlio Vasilij Pace, 30 anni.

I tre indagati, ieri mattina, sono comparsi nella sala interrogatori del tribunale, davanti al gip Alessandra Vella che aveva emesso l'ordinanza di arresto su richiesta del pm Elenia Manno. La strategia processuale è stata quella del silenzio. I legali della famiglia arrestata, al termine dell'interrogatorio, durato pochi minuti, hanno chiesto al giudice la revoca della misura cautelare. Il pm aveva dato parere contrario e il giudice, nelle scorse ore, ha sciolto la riserva.  

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