Trova la casa occupata da due donne e organizza "spedizione" punitiva col marito: due condanne

L’ottantaseienne Giuseppe Insalaco e Maria Rita Di Franco, 75 anni, sono finiti sotto processo per le accuse di "esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza" e lesioni

Torna a casa e si accorge che il suo appartamento è occupato da due bulgare. Il mediatore, che l’avrebbe affittato a insaputa della moglie del proprietario, non riesce a fare trasferire in tempo le due donne, madre e figlia, a cui aveva consegnato le chiavi: scatta, quindi, la rappresaglia con lo sgombero “forzato”. Per due anziani – l’ottantaseienne Giuseppe Insalaco e Maria Rita Di Franco, 75 anni – è stata decisa la condanna.

Il giudice monocratico Giuseppe Sciarrotta ha inflitto a Di Franco, ritenendola responsabile dei reati di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza” e lesioni, tre mesi di reclusione e 3.750 euro di multa; l’ex marito è stato assolto dall’accusa di lesioni e condannato, per la seconda ipotesi di reato contestata insieme alla donna, a 200 euro di multa. Gli imputati, che sono stati difesi dall’avvocato Enzo Gianmaria Cardella, dovranno pure risarcire le due donne che si sono costituite parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Arnone.

L’episodio al centro del processo risale al 9 luglio del 2014. Le due bulgare, secondo quanto è stato ricostruito nel processo, il 30 giugno sarebbero arrivate ad Agrigento con una nave da Genova e avrebbero chiesto a un conoscente, titolare di un’agenzia assicurativa, la disponibilità di un alloggio per soggiornare in città. Il mediatore avrebbe messo a disposizione delle donne un appartamento di San Leone, di proprietà di Insalaco che gli consegna le chiavi. L’assicuratore, però, l’indomani mattina, comunica alle due bulgare che avrebbero dovuto lasciare l’immobile perché era stato dato in locazione ad altri dall’agenzia immobiliare.

Le due donne prendono tempo per trovare un’altra sistemazione ma le cose si complicano. La Di Franco, ignara dell’accordo fra l’ex marito e le bulgare, va nell’appartamento per ripulirlo, attendendo il ritorno della figlia che avrebbe dovuto alloggiarvi, e lo trova occupato: a quel punto, quindi, decise di chiamare la polizia e fare staccare dall’Enel la corrente elettrica. L’intervento della polizia e di due avvocatesse, amiche delle inquiline, sembra portare a una “tregua” con l’impegno delle due bulgare di trovare presto un’altra casa e lasciarla.

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Tuttavia, nei giorni successivi scatta il “blitz” con l’anziana che sarebbe stata strattonata e portata fuori dopo che le sarebbe stata tappata la bocca per impedirle di gridare. Il pm Manola Cellura aveva chiesto per entrambi la condanna a sei mesi di reclusione. 

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