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Primo morto per Covid-19, Pace su tutte le furie: "Si organizzano 'schiticchi' e si fanno file per i 'Gratta e vinci'"

Il sindaco: "Non sappiamo, a Ribera, se campiamo o moriamo e ci sono persone che ci e si prendono in giro mettendo a rischio la salute per andare a comprare il 'Gratta e vinci'"

 

"Questa morte non dovrebbe essere vana, dovrebbe servire da monito a tutti noi riberesi. Ma mentre sto registrando questo video, le strade di Ribera, nonostante i controlli di carabinieri, vigili urbani, del corpo Forestale e della Protezione civile comunale, sono invase dai miei concittadini che sono in giro con le scuse più banali ed assurde. Mi riferiscono i gestori dei supermercati, che fanno il servizio a domicilio, che ci sono persone che fanno file interminabili per comprare 100 grammi di prosciutto o un bicarbonato. Mi vergogno quando i tabaccai mi dicono che ci sono persone, e non sono casi isolati, che fanno file estenuanti per comprare il 'Gratta e vinci'. Noi oggi non sappiamo, a Ribera, se campiamo o moriamo e ci sono persone che ci e si prendono in giro mettendo a rischio la loro salute, la mia e la vostra, per andare a comprare il 'Gratta e vinci'". Sono le parole pronunciate, su tutte le furie, dal sindaco di Ribera Carmelo Pace. 

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"Mi vergogno quando scopro nelle chat di ragazzi, e non solo ragazzi, che si stanno organizzando, facendola in barba a carabinieri, vigili e sindaco, uno schiticchio fra Seccagrande e Borgo Bonsignore. Mi vergogno quando sento telefonate fra giovani riberesi che si mettono in contatto per eludere il controllo dei carabinieri: 'Dov'è il posto di blocco dei carabinieri?'. Come se il problema da evitare è il posto di blocco dei carabinieri. Non siamo più consapevoli del fatto che il problema ce lo abbiamo sulle nostre strade - ha continuato Pace sempre più adirato - dove c'è la morte. Il Coronavirus è la morte! E' un problema riberese, non della Cina o solo di Bergamo. Noi abbiamo battuto anche questo record negativo: il primo deceduto, in provincia, per le complicazioni da Coronavirus è un nostro concittadino. Cos'altro deve ancora succedere per costringerci a rimanere nell'unico luogo sicuro che è la nostra abitazione? Non è vero che è soltanto un problema delle persone anziane. Se così fosse sarebbe già un problema serio. E' un problema che coinvolge tutti: muoiono giovanissimi medici, giovanissimi infermieri, giovanissimi medici, giovanissimi soccorritori. Cos'altro dobbiamo aspettare per rispettare le regole?". 

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"Le nuove ordinanze dicono che si può uscire solo una volta al giorno, che è 'vietato fare sport all'aperto. Troveremo il tempo, quando tornerà tutto come prima. Andrà tutto bene se si farà come stanno facendo la stragrande maggioranza di concittadini che restano a casa e che ringrazio. Andrà tutto bene se, in questi 10 giorni di ritardo che abbiamo rispetto a Bergamo, rispetto a Lodi, li sfruttiamo. Se, dal punto di vista sanitario, - ha incalzato Carmelo Pace - le autorità questi 10 giorni li utilizzano per potenziare le nostre Rianimazioni e i nostri ospedali. Ma non andrà bene se continuiamo ad uscire. Saranno giorni difficili, ma casa nostra è l'unico luogo sicuro. Non possiamo farci vincere dall'ignoranza, Ribera deve mostrarsi quale città matura. I riberesi sono persone intelligenti ed è questo il momento di dimostrarlo. E' un momento difficile, forse il più difficile dal dopoguerra ad oggi, ma dobbiamo stare uniti simbolicamente".

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IL CORDOGLIO

Il primo ad esprimere cordoglio per la famiglia del concittadino deceduto è stato proprio il sindaco di Ribera. Profonda vicinanza e cordoglio sono stati espressi - alla famiglia e all’intera comunità di Ribera - dal sindaco di Sciacca Francesca Valenti, dagli assessori, dl presidente del Consiglio Pasquale Montalbano e tutti i consiglieri comunali. Anche il presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, esprime “cordoglio alla famiglia dell’anziano di Ribera contagiato da Coronavirus morto all’ospedale di Enna e vicinanza alla comunità riberese per il difficile momento che sta vivendo". 

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