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"Missioni fantasma al Comune", chiesta condanna per Callari: lui invoca la "tenuità dei fatti"

Callari, difeso dall’avvocato Arnaldo Faro, in appello vuole giocarsi un’importante innovazione giuridica che prevede la "tenuità dei fatti": l’obiettivo principale è quello dell’assoluzione piena

Florenzano Cristodaro, sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Palermo, ha chiesto la conferma della condanna (2 anni, 3 mesi e 20 giorni di reclusione) per l’ex presidente del Consiglio comunale Carmelo Callari, che risponde dell’accusa di avere intascato rimborsi "fantasiosi" grazie a delle "missioni fantasma".

Callari, difeso dall’avvocato Arnaldo Faro, in appello vuole giocarsi un’importante innovazione giuridica che  prevede la "tenuità dei fatti": istituto giuridico appena introdotto nell'ordinamento penale, invoca la non punibilità per particolare "tenuità dell’offesa" e si applica a tutti quei reati per i quali «è prevista la sola pena pecuniaria o la pena detentiva non superiore a cinque anni, sia nelle ipotesi che le due tipologie di pena siano congiunte sia che siano previste in modo distinto. La norma indica, quali criteri di valutazione, la modalità della condotta, l’esiguità del danno o pericolo e la mancanza di abitualità nel comportamento dell’offensore».

E per questo, l’avvocato Faro ha prodotto una attestazione che quantifica l’importo della presunta truffa in 2.700 euro. Punta così, nella peggiore delle ipotesi, in caso di condanna ad una sensibile riduzione di pena. Anche se l’obiettivo principale è quello dell’assoluzione piena.

La Corte di appello presieduta da Daniele Marraffa ha aggiornato il processo al prossimo 2 novembre.
 

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