Carenza del personale medico, chiude il centro trasfusionale

Dopo oltre 30anni di attività, uno dei reparti più longevi del "Barone Lombardo" è pronto a sbarrare le porte. Il sindaco scrive ai vertici dell'Asp e alla Regione

L'ospedale "Barone Lombardo"

Chiuso nelle ore pomeridiane e serali, è questa la novità del centro trasfusionale del “Barone Lombardo”. Il reparto chiude le porte dopo oltre 30anni di attività. Il provvedimento, secondo quanto reso noto dal quotidiano La Sicilia, è stato adottato dall’Asp di Agrigento. Il centro, dunque, sarà chiuso per metà. La carenza di personale medico e le difficoltà, hanno convinto l’azienda sanitaria ad un provvedimento importante.

La chiusura parziale sarà fino a settembre, ma in seguito non è esclusa una definitiva chiusura. L’ospedale “Barone Lombardo” dovrà fare a meno di un reparto più che mai fondamentale per l’intero hinterland.

Sulla paventata chiusura del centro trasfusionale dell'ospedale, il sindaco Ettore Di Ventura ha inviato, stamani, una vibrante nota ai vertici della politica regionale e a quelli dell'Asp provinciale e locale per protestare contro il ridimensionamento delle prestazioni. Ecco la lettera: 

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"Apprendiamo che, ancora una volta, l’Ospedale Barone Lombardo di Canicattì rischia un ridimensionamento delle prestazioni sanitarie offerte alla Comunità non solo canicattinese ma anche dell’hinterland.
Questa volta oggetto del provvedimento dei vertici provinciali Asp è il Centro Trasfusionale che, a causa del pensionamento del medico che lo ha retto finora, sarà aperto solo la mattina.
Ci amareggia considerare come Canicattì sia sempre nel mirino di questa Direzione Sanitaria Provinciale con provvedimenti solo negativi e mai propensi all’incremento dell’offerta alla Comunità.
Numerosi sono gli utenti di questo nosocomio che, per la sua posizione strategica, raccoglie non solo l’utenza agrigentina ma anche quella nissena, con un cospicuo numero di pazienti che superano i 65 anni di età di cui, tanti, hanno seri problemi di salute.
La quiescenza del medico responsabile, causa del ridimensionamento delle attività del Centro Trasfusionale, sicuramente non è una condizione imprevedibile pertanto sarebbe stato opportuno, anziché scegliere la strada più breve della riduzione delle prestazioni, intraprendere quella della programmazione prevedendo per tempo la nomina di un sostituto che riuscisse a garantire un servizio indifferibile perché salvavita, ovvero assicurare il Diritto alla Salute di un’intera Comunità.
APPARE URGENTE E NECESSARIO che i vertici del sistema Sanitario Regionale e Provinciale PROVVEDANO a NOMINARE in tempi celeri un medico che sostituisca il già responsabile dr. Vincenzo Morgante, e inseriscano l’Ospedale di Canicattì, presidio che serve la metà della popolazione della Provincia, in un piano di programmazione volta ad implementare le offerte sanitarie e non a ridimensionarle o, peggio, a chiuderle.
Chiediamo un immediato incontro per discutere della preoccupante questione, nello spirito di rassicurare la Comunità sul mantenimento dei dovuti diritti costituzionali in materia di salute, il centro trasfusionale dell’Ospedale di Canicattì non DEVE essere RIDIMENSIONATO, Canicattì e i paesi limitrofi DEVONO continuare ad avere un servizio di VITALE IMPORTANZA".

 

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