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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Carcerieri di migranti in Libia, i tre nigeriani accettano di parlare e negano

Alcuni dei guardiani, dopo aver adempiuto al "lavoro", dopo un certo numero di mesi, partono gratis, quindi per loro il viaggio verso l'Italia è a costo zero

Hanno accettato di parlare. Davanti al Gip del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, i tre nigeriani fermati - in quanto indiziati d'essere stati, in Libia, i carcerieri di migranti che venivano torturati ed ammazzati mentre nella "White house" erano in attesa di poter salpare verso l'Eldorado italiano - hanno negato ogni responsabilità. Il Pm delegato dalla Dda di Palermo, Salvatore Vella, ha chiesto la convalida dei fermi e la custodia cautelare in carcere dei tre.

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Le dichiarazioni alcuni dei migranti superstiti - al patibolo vissuto nell'ex base militare di Sabratah e alla "traversata della speranza" - ha consentito non soltanto di aprire un'inchiesta per reati transnazionali, ma di portare alla luce uno spaccato di quella che è una vera e propria odissea. L'odissea per arrivare in Italia. L'inchiesta è stata coordinata dai Pm della Dda di Palermo Calogero Ferrara, Claudio Camilleri, Renza Cescon e Gaspare Spedale.

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Anche questa inchiesta conferma i racconti già emersi in altre vicende giudiziarie del passato di cui si sono occupate le Procure di Catania e di Palermo.

"Sulle coste della Libia, ci sono bande armate, bande in divisa che si occupano di autentici centri di detenzione. I migranti vengono venduti di banda in banda fino ad arrivare a questi campi di detenzione da dove se non si paga il riscatto non si esce, dove vieni lapidato soltanto se ti siedi all'ombra. Trattandosi di fatti antecedenti all'arrivo in Italia, la Dda procede per reati transnazionali. Le organizzazioni criminali libiche, che gestiscono i campi, sembrano preferire nigeriani e ghanesi come guardiani dei migranti in attesa di partire. Ed alcuni dei guardiani, dopo aver adempiuto al "lavoro", dopo un certo numero di mesi, partono gratis, quindi per loro il viaggio è a costo zero".

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