rotate-mobile
Controlli sistematici

Dialoghi a distanza con i familiari reclusi in carcere: l'Esercito allontana quasi ogni giorno parenti e amici

Dopo l'inchiesta di AgrigentoNotizie è stata potenziata la sicurezza esterna e non sono stati più esplosi fuochi d'artificio per celebrare ricorrenze e anniversari

"Qua non si può stare, qui non si deve stare! I colloqui si fanno all'interno del carcere e non all'esterno!". Queste, grosso modo, le parole pronunciate dai militari dell'Esercito che, negli ultimi giorni, sono riusciti ad allontanare familiari e amici che, appostatisi in via Monsignor Costantino de Simone, hanno cercato, ma invano, contatti e dialoghi con i detenuti della casa circondariale Pasquale Di Lorenzo. 

Via Monsignor Costantino de Simone è la prima traversa che si incontra andando da Agrigento verso Favara lungo la statale 122. È una via che si inerpica costeggiando la recinzione della casa circondariale, una strada dove parenti e amici - secondo quanto documentato da AgrigentoNotizie - hanno sistematicamente bivaccato, sia in attesa degli incontri in carcere, sia cercando interlocuzioni con i propri cari detenuti. Quella stessa strada dove, fino a qualche settimana addietro, venivano esplosi fuochi d'artificio per festeggiare anniversari o ricorrenze. 

Familiari che cercano il contatto con i congiunti reclusi, comitato ordine e sicurezza: deciso piano di sicurezza esterna

Fuochi d'artificio esplosi all'esterno del carcere, ancora una volta via Monsignor Costantino de Simone è terra di nessuno

Lo scorso 6 marzo, durante il comitato per l'ordine e la sicurezza convocato e fatto direttamente in carcere dal prefetto di Agrigento Filippo Romano, è stato deciso di dare il via a un piano di sicurezza esterna, prevenzione e ordine pubblico. Polizia, carabinieri e soprattutto pattuglie dell'Esercito sono quotidianamente in azione per monitorare e, se dal caso, scovare le basi di partenza dei droni, bloccando i "piloti". Ma di fatto, con sistematicità, i militari dell'Esercito soprattutto allontanano quanti si fermano lungo la strada e, a gran voce, cercano il proprio congiunto recluso. Qualcuno dei familiari o degli amici, abituati a dialogare a distanza con i propri parenti, s'è anche arrabbiato ed ha lagnato. Ma non c'è stata nessuna possibilità di "se" e "ma". Sono stati tutti - e i casi si ripetono quasi quotidianamente, soprattutto nel weekend, - allontanati. 

Quelle consegne fatte in carcere coi droni: polizia, carabinieri ed esercito schierati per la sicurezza esterna

Così i droni consegnano droga e cellulari in carcere: ecco le vie dove si nascondono i ''piloti''

esercito davanti recinzione carcere petrusa aprile 2024(2)

Ancora - ma si era ben consapevoli del fatto che non sarebbe stato per niente facile - non sono stati scovati "piloti" di droni che recapitano droga e telefoni cellulari ai detenuti. Dopo l'esclusiva inchiesta di AgrigentoNotizie, che ha portato alla luce come avvengono le consegne con i droni al carcere "Pasquale di Lorenzo", come funziona l'illegale mercato della compravendita di telefonini fra detenuti e soprattutto - dopo appostamenti fatti di giorno e di notte, raccolta di testimonianze e indiscrezioni su - quali sono le strade da dove decollano, da via Monsignor Costantino de Simone, vengono allontanati quanti cercano contatti non autorizzati e hanno, almeno fino a qualche settinana fa, infastidito, e non poco, i residenti della strada attigua alla recinzione del carcere. 

AgrigentoNotizie è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dialoghi a distanza con i familiari reclusi in carcere: l'Esercito allontana quasi ogni giorno parenti e amici

AgrigentoNotizie è in caricamento