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Cronaca Favara

"Rapina ottica e tenta di razziare farmacia in poco meno di 24 ore", le telecamere lo immortalano: arrestato 39enne 

L'uomo è stato trovato in possesso anche di 31 grammi di hashish, sei grammi dei quali già suddivisi in dosi. Il gip, accogliendo la richiesta del pm, ha convalidato il provvedimento dei militari dell'Arma ed ha disposto il carcere. Recuperati, nonostante fossero occultati in uno zaino, anche gli indumenti usati per le irruzioni 

"Armato" di un collo di bottiglia rotta, tenta una rapina in farmacia. Il colpo fallisce per la pronta reazione del titolare, ma il giorno dopo (è sabato 8 gennaio), sempre indossando una mascherina e un berretto scuro e con una pistola di piccole dimensioni in mano, riesce a razziare un'ottica, portando via mille euro. Credeva quasi sicuramente di farla franca, ma è stato riconosciuto, ed identificato, grazie ai filmati di videosorveglianza e alla conoscenza che i carabinieri hanno del territorio e dei suoi abitanti. E' un trentanovenne, già noto alle forze dell'ordine, il favarese che è stato arrestato - in quanto ritenuto presunto responsabile dei reati - dai carabinieri della tenenza di Favara che sono coordinati dal maggiore Marco La Rovere che è a capo della compagnia dell'Arma di Agrigento. 

L'arresto è stato già convalidato e il giudice per le indagini preliminari, Alessandro Quattrocchi, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Giulia Sbocchia ha disposto la custodia cautelare in carcere per il favarese. Un uomo che è stato trovato in possesso, durante la perquisizione domiciliare, oltre che dei vestiti usati per la rapina e la tentata rapina anche di 31 grammi di hashish, sei grammi dei quali già suddivisi in dosi.

Così come è già successo all’inizio dello scorso novembre quando i carabinieri della tenenza di Favara arrestarono un quarantunenne ritenuto autore di due rapine in supermercato, la visione dei filmati di videosorveglianza che sono stati subito acquisiti dai militari dell’Arma hanno permesso di riconoscere il presunto rapinatore. I sospetti si sono subito concentrati sul trentanovenne che è stato anche visto “scomparire” dall’inquadratura delle telecamere poste vicino la sua abitazione.

I video acquisiti hanno inoltre permesso di ricostruire cosa il rapinatore indossasse sia durante il colpo che durante la tentata rapina. Indumenti che sono stati ritrovati occultati in uno zaino. L’indagato ha riferito, anche in sede di udienza di convalida dell’arresto, che quei vestiti avrebbe dovuto portarli dalla madre affinché li lavasse in lavatrice. Circostanza ritenuta non credibile da Pm e Gip visto che nello zaino c’erano anche le scarpe e il giubbotto.  

Per il Gip del tribunale di Agrigento, che ha accolto la del Pm, c’è “il concreto pericolo che l’indagato possa commettere altri delitti della stessa specie” e “l’unico presidio adeguato a contenere l’elevato rischio di recidiva, nonché proporzionato alla gravità dei fatti, è il carcere”. E in un istituto di custodia l’indagato è stato condotto dai carabinieri. La posizione giudiziaria dell'indagato - evidenziano Procura e carabinieri - sarà definitiva solo dopo l'emissione di una sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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