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L’intervento

Capitale italiana della cultura, per il Cartello sociale è il momento di rimboccarsi le maniche

Pieno appoggio al pensiero del questore Emanuele Ricifari: “Non giova avere una recensione negativa perché la città viene trovata sporca o in disordine, perché c’è abusivismo o perché non vengono rispettate le regole del Codice della strada“

Anche il Cartello sociale dice la sua su Agrigento Capitale italiana della cultura: “E’ senz'altro motivo di orgoglio ma soprattutto occasione di opportunità e valorizzazione sociale ed economica. Per questo, quando il questore di Agrigento afferma che ci stiamo aprendo ad una stagione turistica i cui dati provinciali ‘parlano’ di una crescita significativa e che pertanto è scontato che non giova avere una recensione negativa perché la città viene trovata sporca o in disordine, perché c’è abusivismo o perché non vengono rispettate le regole del Codice della strada, non si può che essere pienamente d’accordo con Emanuele Ricifari.

Agrigento capitale italiana della cultura, il questore richiama gli amministratori: "No città sporche, in disordine o preda dell'illegalità"

Partiamo da queste parole di buon senso per richiamare l’attenzione su  aspetti che risultano fondamentali se si vuole fare in modo che i benefici del titolo Capitale della cultura si avvertano fin da adesso e si prolunghino oltre il 2025“. 

Una riflessione anche riguardo la polemica tra Comune ed Ecua: “Ne si ricava un buon segnale dai ritardi esagerati per la costituzione della Fondazione, che è candidata a gestire la programmazione degli eventi, ritardi che appaiono determinanti da difficoltà a trovare equilibri all’interno di uno strumento che avrà la governance delle risorse economiche da assegnare ai vari progetti”.

Il Cartello sociale sottolinea inoltre la necessità di tenere presente che i benefici economici della nomina a Capitale europea della cultura cominciano a manifestarsi due anni prima dell’evento e non si esauriscono col termine dello stesso, ma anzi continuano ad avere rilevanza per diversi anni dopo.

“In questo senso - si legge in una nota - ulteriori ritardi non sono ammissibili, per cui occorre subito darsi un assetto organizzativo che possa presiedere alle scelte relative alle iniziative da portare avanti nel 2025”.

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