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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Le casse del Comune

Capitale della cultura, ma i musei cittadini sono un "buco nero": in un anno solo 30mila euro

La spesa per tenerli aperti è però di oltre 182mila euro, larga parte solo per il personale che serve a tenerli in funzione

Si attende l'esito per la selezione della "Capitale della cultura", ma intanto in città i musei comunali perdono sempre più terreno ed economicamente sono sorretti soprattutto da introiti che nulla hanno a che fare con il turismo e la loro destinazione culturale.

Il dato emerge dal  "Tasso di copertura servizi pubblici a domanda individuale" per l'anno 2022 firmato dalla giunta comunale. Un atto che è necessario per adottare il bilancio e che, di anno in anno, non fa altro che indicare un risultato pesantemente negativo un po' per tutti i settori, tanto che alla fine il Comune incassa solo il 39% circa di quanto spende per impianti sportivi comunali, asili nido, parcheggi, servizi funebri e appunto teatri, musei, pinacoteche, gallerie, mostre e spettacoli. 

Questa, insieme a quella delle mense scolastiche e gli asili (nel primo caso, si incassa 27mila, si spende 118mila; nel secondo, si spende 262mila, si incassa 45mila) è certamente la voce con il risultato peggiore: si spendono 182mila euro, dei quali 170mila solo per il personale che garantisce le aperture, con un incasso di sole 30mila euro.

Soldi, questi ultimi, che non sono nemmeno tutti da collegare allo sbigliettamento, anzi: si tratta infatti delle somme incassate soprattutto per quanto riguarda la celebrazione di matrimoni al collegio dei Filippini, tra l'altro oggi chiuso per interventi di manutenzione.

Un "buco nero" in cui finiscono i soldi pubblici e rispetto al quale l'Ente non ha una soluzione chiara. Mesi fa si era tentato di affidare a privati proprio la struttura di via Atenea portando in Consiglio comunale un regolamento che è stato "impallinato" dai consiglieri - compresi quelli della maggioranza - perché ritenuto un affidamento "in bianco". Questo nonostante l'intervento chiarissimo dell'assessore Costantino Ciulla che ha dipinto un quadro a tinte abbastanza fosche rispetto alla possibilità di rendere davvero produttivi questi luoghi di cultura.

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