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La polemica

Agrigento Capitale della cultura 2025, torna il sereno tra Comune ed Ecua: ma i nodi dello statuto restano

Nei giorni scorsi Mangiacavallo e Micciché sono stati ricevuti dal prefetto: poi, in occasione di un premio locale, si sono abbracciati

Il primo passo non tanto verso una riappacificazione, ma quantomeno una distensione dei toni è avvenuto intorno a Ferragosto, in una Agrigento deserta.

Il sindaco Franco Micciché e il presidente di Ecua Nenè Mangiacavallo sono stati infatti ricevuti dal prefetto Filippo Romano per un incontro riservatissimo sul quale tutti al momento stanno mantenendo il massimo silenzio. Cosa si siano detti non è chiaro, ma è scontato che il confronto sia foriero della mossa a sorpresa del Comune di coinvolgere la Prefettura nella fondazione che si occuperà di Agrigento Capitale della Cultura. 

Un momento di "faccia a faccia", dopo lo scambio epistolare di queste settimane e le polemiche nate sui giornali, con Ecua che ha manifestato preoccupazioni non solo rispetto al ritardo con cui il progetto sta procedendo, ma più di recente anche rispetto allo statuto della fondazione, che darebbe troppo potere al soggetto privato e attribuirebbe "a tavolino" i ruoli di vertice.

Da quell'incontro, le ostilità sembra siano cessate, fino a culminare in un abbraccio pubblico tra il sindaco e il presidente Mangiacavallo nei giorni scorsi, durante la consegna di un premio locale. Un gesto che ha sorpreso molti soprattutto per la sua platealità e che vorrebbe, probabilmente, mettere a tacere ogni voce di scontro tra i due soggetti istituzionali che più di altri  sono stati al centro del progetto di candidatura.

E adesso che accade? Perché al netto di una ritrovata (e certamente auspicabile) comunione d'intenti, le valutazioni poste da Ecua sono state di merito e metodo ed è difficile che possano essere superate con un abbraccio, a meno che l'università agrigentina non ritiri il verbale del proprio Cda nel quale si propongono profonde modifiche allo statuto (documento che la giunta pare non voglia in alcun modo rivedere). E siccome Ecua non sembra pronta ad alcun passo indietro c'è da pensare che se le ostilità pubbliche siano cessate la contrarietà formale potrebbe non essere passata.

C'è poi un altro fronte, ed è quello del passaggio in Consiglio comunale della bozza di statuto, con l'aula "Sollano" che parrebbe pronta a modificare il documento o semplicemente a bocciarlo. Anche qui il tema è chiaramente politico: Micciché dovrà contare sulla sua maggioranza per superare questo nuovo scoglio. Agosto è già finito, l'autunno è alle porte e, per quanto riguarda Agrigento Capitale della Cultura non c'è ancora nulla di concreto e operativo. 

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