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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Il retroscena

Capitale della Cultura, tutto fatto? Anche Ecua ha dubbi: da settimane non hanno notizie

In una lunga lettera il presidente dell'Empedocle Consorzio universitario sollecita il sindaco a chiarire e riunire il gruppo operativo

Subito dopo che, alcuni giorni fa, sulle pagine di Agrigentonotizie.it si dava notizia di un certo silenzio rispetto ai cantieri per Agrigento Capitale della Cultura 2025, i canali social del primo cittadino Franco Micciché hanno iniziato a pullulare di contenuti connessi più o meno direttamente alla vicenda. Nessuna replica diretta, almeno ufficialmente, ma numerose rassicurazioni sul fatto che si stava lavorando anche se lontani dai riflettori per essere pronti con l'appuntamento più importante per la città. 

In settimana, garantiva il sindaco (quindi entro il prossimo 16 luglio, calendario alla mano) ci sarebbero state grandi e importanti novità. Oggi è giovedì 13, non resta che aspettare. 

Ciò che consola è che, ad attendere notizie non è solo la stampa - e quindi la città -, ma persino chi il dossier di Capitale della Cultura ha contribuito in quota parte a redigerlo e del progetto complessivo è stato parte attiva. Stiamo parlando del presidente dell'Ecua Nené Mangiacavallo. Proprio a sua firma è adesso una missiva personale e riservata inviata al primo cittadino, di cui siamo entrati in possesso e che mette "nero su bianco" la preoccupazione di chi non riesce ad avere notizie né ufficiali né ufficiose del progetto.

"Dalla proclamazione di Agrigento Capitale della Cultura 2025, avvenuta il 31 marzo, ad oggi, né il Consorzio Universitario né il gruppo di lavoro che ha curato la candidatura sono stati, anche marginalmente, coinvolti nelle sporadiche iniziative da ella promosse e che hanno visto la partecipazione di soggetti esterni alla sua amministrazione - scrive - né, cosa ancora più significativa, hanno ricevuto alcuna comunicazione sulla inderogabile predisposizione degli atti o sulla indispensabile individuazione di procedure, già precedentemente previste nei documenti ufficiali di candidatura, così come nessuna informazione è stata fornita sulla programmazione, sulla preparazione e sull'auspicabile avvio della cosiddetta 'fase 2', sicuramente più difficile della prima".

Un silenzio, quello che il Comune ha serbato verso Ecua, rotto solo dalle comunicazioni social dei giorni scorsi che annunciavano tra le altre cose l'individuazione di una "sede prestigiosissima" per la costituenda fondazione (che sarà, pare, Palazzo Tomasi). "Sarebbe più importante, fondamentale e razionale 'costituire' una Fondazione, nel rispetto di quanto previsto a pagina 48 del dossier di candidatura presentato al Ministero della Cultura".

Un esercizio che, dice Mangiacavallo, diversamente da come rappresentato dal sindaco non sarà "facile e veloce, perché, oltre ad un attento studio giuridico ed organizzativo, necessita della preziosa collaborazione degli Enti
già indicati nel suddetto dossier: 'Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento ed il Comune di Lampedusa, che dovranno affiancare il Comune di Agrigento".

Mangiacavallo quindi ha, spiega, più volte chiesto "la redazione comune di una bozza di Statuto, documento fondamentale e propedeutico per la costituzione della fondazione", senza risposte, salvo poi ricevere una proposta ad inizio maggio che ha contribuito ad emendare sollecitando anche sull'opportunità di coinvolgere gli altri sindaci del territorio e tutte le istituzioni che volessero adesso sostenere il progetto. 

"Da allora, tranne qualche occasionale rassicurazione sulla opportunità di accelerare le procedure - dice ancora -, non abbiamo ricevuto alcuna nota, ufficiale o ufficiosa, sui lavori che dovrebbero portarci alla costituzione della fondazione".

Per questo Mangiacavallo chiede al Comune di convocare le parti interessate, e iha inviato una bozza di statuto per la fondazione come "base per avviare il confronto con gli organismi che dovranno condividerlo ed eventualmente approvarlo".

Solo che, e il presidente di Ecua lo sa benissimo, una bozza esiste già e ha suscitato parecchie reazioni negli ambienti politici soprattutto per il rilievo "operativo" dato all'associazione "Meno" di Roberto Albergoni, cioè coloro che hanno redatto il dossier di candidatura a Capitale della Cultura.

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