Canone depurazione 2012, "L'alta Sciacca": "E' illegittimo e va rimborsato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Circa un anno fa il Comune di Sciacca pensò bene di intraprendere la strada del recupero dei canoni di depurazione dell’anno 2012 e, successivamente, del 2013. Tale richiesta era apparsa fin dall’inizio assolutamente illegittima, tanto che l’associazione centro studi di cultura politica “Alcide De Gasperi” presieduta dall’avvocato Stefano Scaduto ne contestò subito l’illegittimità. Tale illegittimità è stata da noi condivisa in quanto, sia le contestazioni, che le osservazioni prodotte da Scaduto,  sono sembrate oggettivamente puntuali, pertinenti e più che condivisibili"

La risposta, i presupposti e le argomentazioni poste in essere dall’amministrazione Valenti, di contro,  sembravano fondate non su il legittimo diritto di chiedere il pagamento di un “corrispettivo” per un servizio reso e quindi dovuto dai cittadini,  ma sulla necessità di  far cassa, quindi raschiare il fondo del barile per far quadrare i conti del Bilancio comunale. Gli appelli, le lettere, i comunicati stampa, i post sui social,  non sono valsi a nulla e la Signora Sindaco ha voluto caparbiamente continuare su una strada di intransigenza totale.

L’unica via d’uscita era quella di intentare delle cause civili, vista l’esiguità delle somme richieste, davanti al Giudice di Pace di Sciacca. Orbene, onore la merito all’avv. Scaduto per aver, in difesa di ben 22 cittadini, ottenuto davanti al Giudice di Pace di Sciacca, Dott.ssa Maria Lauricella, con sentenza depositata il 22.03.2019,  il riconoscimento dell’illegittimità della richiesta del Comune di Sciacca e l’annullamento delle richieste di pagamento dei canoni di depurazione del 2012 che, in quanto corrispettivi, dovevano essere conseguenza di un servizio erogato, certo e puntualmente fatturato dal gestore e non calcolato e addebitato su conteggi stimati o presunti.

Sappiamo benissimo che gli effetti di tale sentenza si applicano solo su chi ha intrapreso la strada del Giudice di Pace, ma anche noi riteniamo che debba essere estesa a tutti quei cittadini che, ottemperando alla richiesta di pagamento indebita, hanno pagato. Chi paga le imposte onestamente e in buona fede non può essere penalizzato per un errore di valutazione degli uffici comunali e di chi li dirige politicamente. Sollecitiamo, dunque, il nostro primo cittadino, nel rispetto della sentenza, a dare disposizione agli uffici per l’annullamento delle cartelle notificate ed al rimborso di chi ha pagato.

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