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Arrestato per sequestro di persona e violenza sessuale, il giudice: "La donna si è inventata tutto"

Assolto il quarantenne Stefan Dragomir, finito a processo con l'accusa di avere malmenato e stuprato una colf: trasmessi gli atti alla Procura per calunnia

Assoluzione e trasmissione degli atti in Procura, per l'ipotesi di reato di calunnia, nei confronti della donna che ha presentato la denuncia, facendo approdare la vicenda in aula per il processo. Secondo il giudice dell'udienza preliminare Francesco Provenzano, che ha emesso la sentenza del processo con rito abbreviato, la presunta vittima, che aveva raccontato di essere stata sequestrata e violentata, in realtà si era inventata tutto. La vicenda risale allo scorso 8 giugno.

Per questi fatti l'imputato, Stefan Dragomir, 40 anni, di origini rumene ma residente a Canicattì, si trovava ancora detenuto agli arresti domiciliari. L'uomo, difeso dall'avvocato Paolo Ingrao, era imputato di sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni. Dragomir, secondo la denuncia della donna, l'aveva attirata col pretesto di ingaggiarla per fare le pulizie in casa sua e, una volta che si trovava all'interno, l'aveva chiusa a chiave all'interno dalle 11 alle 14.

In quella circostanza, l'avrebbe immobilizzata gettandola sul letto con violenza, intimandole di non urlare, tappandola la bocca e violentandola. In particolare, secondo l'accusa che non ha retto minimamente al processo, l'avrebbe denudata dei pantaloni, della maglietta e della biancheria intima e l'avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale completo. 

Dragomir era accusato anche di lesioni perché i referti medici dell'ospedale evidenziavano delle erosioni vaginali che, secondo la versione della donna, bocciata come falsa dal giudice, le erano state procurate con il rapporto sessuale. Dragomir fu arrestato quasi nell'immediatezza dei fatti ed è finito a processo con rito immediato, senza, quindi, neppure passare dall'udienza preliminare. Il pubblico ministero Cecilia Baravelli, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 6 anni e 4 mesi di reclusione, che sarebbero stati oltre 9 anni se non ci fosse stata la riduzione prevista dal giudizio abbreviato.

Richiesta di condanna alla quale si era associato l'avvocato Salvatore Collura, difensore di parte civile che assisteva la donna mentre il legale dell'imputato aveva chiesto l'assoluzione sostenendo che non vi fosse alcun riscontro alle accuse. 

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