"Giro di usura ed estorsione", due fratelli dal gup: una richiesta di patteggiamento

Giuseppe e Antonio Maira, il 9 dicembre, sono stati arrestati dopo le denunce di una vittima che, adesso, si costituisce parte civile insieme a due associazioni antiracket

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Uno dei due fratelli chiede il giudizio abbreviato, l'altro vuole patteggiare ma il pm non ha ancora dato il consenso e si esprimerà solo dopo avere ascoltato in aula le sue dichiarazioni spontanee. Intanto due delle tre vittime di estorsione e usura e due associazioni antiracket si costituiscono parte civile.

E' iniziato oggi, davanti al gup Stefano Zammuto, il processo a carico dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente 69 e 63 anni di Canicattì, accusati di concorso in estorsione aggravata ed usura. Il giudice, in seguito alla richiesta di convalida del fermo, disposto il 9 dicembre dal pm Elenia Manno, aveva disposto la custodia in carcere per Giuseppe e gli arresti domiciliari per Antonio, con l'applicazione del braccialetto elettronico.

I due imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Salvaggio e Maria Marchese, in occasione dell'interrogatorio, si erano difesi respingendo le accuse mosse da un imprenditore che, secondo la sua versione, sarebbe stato costretto a restituirgli 70mila euro a fronte di un prestito di 25mila euro: per questa vicenda sono contestati i reati di usura e tentata estorsione. L'indagine ha accertato altri due episodi di usura con altre vittime di cui sarebbe responsabile il solo Giuseppe. 

La prima vittima, dopo avere denunciato i due fratelli in maniera “informale”, ha avuto dei tentennamenti. In ogni caso ha fatto scattare l'indagine, con le consuete intercettazioni e i servizi di osservazione e controllo a distanza, che ha consentito di raccogliere elementi a supporto dell'accusa. Poi, lo scorso settembre, dopo essersi rifugiato in Veneto per tentare di fuggire ai suoi strozzini che lo avrebbero pure minacciato, oltre che avvicinato attraverso i familiari, decise di parlare e raccontare tutto.

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Giuseppe Maira ha chiesto di patteggiare e la questione resterà sospesa fino alle dichiarazioni spontanee programmate per il 24 luglio. Il fratello ha già scelto il giudizio abbreviato. Due delle tre vittime, assistite dall'avvocato Calogero Meli, si sono costituite parte civile insieme a Sos imprese e Rete per la Legalità, difese dall'avvocato Natalija Bukumirovic.

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