Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Canicattì

"Il cadavere era disteso sul sentiero e aveva un foro dietro l'orecchio": racconto choc del carabiniere

Il maresciallo è intervenuto poco dopo l'omicidio di Vincenzo Sciascia Cannizzaro

"Quando siamo intervenuti il cadavere era sul sentiero, c'era un foro evidente dietro l'orecchio e una lesione alla testa. Abbiamo cercato due bossoli ma ce n'era solo uno a pochi metri. Il secondo è stato trovato poco distante".

Il maresciallo dei carabinieri Alberto Lestini, in servizio al comando provinciale dei carabinieri di Agrigento, racconta le scene immediatamente successive all'omicidio del settantenne Vincenzo Sciascia Cannizzaro che, il 27 settembre del 2019, è stato ucciso dal vicino di casa, suo coetaneo, Carmelo Rubino che ha confessato il delitto pur precisando di averlo fatto per difendersi da un'aggressione.

Il processo è in corso davanti alla Corte di assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, con a latere Agata Anna Genna. Il sottufficiale, rispondendo al pubblico ministero Paola Vetro e alle altre parti (il difensore di parte civile Calogero Meli che assiste i familiari della vittima e i legali dell'imputato Francesco Gibilaro e Diego Guadagnino), ha raccontato di essere andato nel luogo del delitto e di avere prelevato alcuni referti che poi sono stati esaminati in laboratorio. 

Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una serie di litigi dovuti al diritto di passaggio su una strada interpoderale che portava ai loro terreni di contrada Calici: Rubino andò con l'auto a casa della vittima ed avrebbe fatto fuoco a sangue freddo. 

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