"Agguato per vendicare relazione con la ex", parola al pm per la requisitoria

Istruttoria conclusa al processo per il tentato omicidio del trentacinquenne Vincenzo Curto

Gianluca Scaccia

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Angela Porcello, rinuncia a sentire gli ultimi testi della lista: il processo per il tentato omicidio di Vincenzo Curto, 35 anni, bersaglio dei colpi di pistola – secondo l’accusa – dell’unico imputato, il pastore Gianluca Scaccia, di un anno più grande, è arrivato agli sgoccioli. Il 21 ottobre il pubblico ministero Alessandra Russo illustrerà la sua requisitoria con le richieste conclusive di assoluzione o condanna.

Tutto propende per quest’ultima ipotesi visto che, in una delle ultime udienze, la collega Paola Vetro, che in quella circostanza l’ha sostitituita in udienza, ha chiesto ai giudici di dichiarare inutilizzabili le dichiarazioni di Curto che, in aula, dopo un anno e mezzo di tentativi per sottrarsi all’audizione, ha clamorosamente ritrattato le dichiarazioni iniziali dicendo di essere rimasto ferito per dei colpi vaganti mentre passeggiava per strada. Secondo il pm, che motiva la richiesta dal contenuto di alcune intercettazioni relative a dei familiari di Scaccia, Curto avrebbe ritrattato, aggiungendo di non ricordare perché ha accusato Scaccia del tentato omicidio, perché minacciato. 

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