Condannato per tentato omicidio dell'ex marito della sua compagna, 36enne ai domiciliari

Scontata una precedente pena per stalking e minaccia, ha lasciato il carcere

Gianluca Scaccia

Vincenzo Scaccia, il trentaseienne di Canicattì condannato, lo scorso 6 dicembre a 10 anni e 8 mesi di reclusione, per l’accusa di tentato omicidio, lascia il carcere e va agli arresti domiciliari.

La precedente condanna per minaccia e stalking, per cui era recluso in cella, è stata espiata interamente e il canicattinese, difeso dall’avvocato Angela Porcello, è tornato a casa e vi resterà in stato di detenzione: a questa misura cautelare, infatti, è sottoposto nell’ambito del procedimento per tentato omicidio per cui è stato condannato.

Scaccia avrebbe sparato a Vincenzo Curto, 33 anni, ex marito della sua nuova compagna che, secondo quanto accertato dal processo, avrebbe tentato di riallacciare una relazione con la donna al centro della vicenda provocando la sua gelosia. Scaccia avrebbe usato una pistola illegale e gli avrebbe sparato alle gambe e al fianco davanti alla propria abitazione di campagna dove furono ritrovate delle ogive.

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L'agguato è avvenuto il 22 giugno del 2017 nei pressi di contrada Montagna. Ad accusarlo, in un primo momento, fu la stessa vittima prima di fuggire all'estero, sottrarsi alla testimonianza e poi, dopo un anno di ricerche estese in Germania, ritrattare al processo dicendo di essere stato ferito da alcuni proiettili vaganti. Scaccia, dopo la scarcerazione, è atteso anche da una misura di sicurezza. 

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