Cronaca

Tentato omicidio a coltellate, testimone in aula: "Il ferito chiese aiuto ai carabinieri"

La vittima, sanguinante, scappò nella vicina caserma: il racconto di un conoscente dei due imputati

Isabella Amato

"È passato tanto tempo, non ho un ricordo preciso ma posso dire con certezza che Ben Kahla ha estratto un coltellino e ha colpito il ragazzo allo stomaco. E' rimasto in piedi e ha iniziato a correre per scappare".

È ripreso ieri mattina, con l'audizione di un testimone oculare, il processo a carico di Isabella Amato, 32 anni di Canicattì, e Mohamed Ben Kahla, tunisino di 52 anni. L'accusa nei loro confronti è di tentato omicidio. La vicenda risale al 2011.

Pare che la vittima del tentativo di omicidio avrebbe cercato di recuperare alcuni oggetti - in particolare, sembrerebbe, un'autoradio - che le erano stati, almeno a suo dire, rubati. Davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, ieri mattina è stata ascoltata una ragazza, conoscente degli imputati e della presunta vittima, che ha assistito alla scena dell'aggressione.

"Ero distante alcuni metri - ha detto rispondendo al pubblico ministero Gloria Andreoli - e ho visto  Ben Kahla estrarre un coltellino e colpirlo nell'addome. Ha iniziato a gridare e chiedere aiuto, a distanza di meno di cento metri c'era la caserma dei carabinieri ed è andato a chiedere aiuto". Il fendente sarebbe stato con un coltello con una lama di cinque centimetri. 

I due imputati, all'udienza successiva, fissata per l'11 aprile, potranno fornire la loro versione dei fatti. Amato, ieri presente all'udienza insieme al suo difensore, l'avvocato Angelo Asaro, ha alle spalle numerosi precedenti ed è stata pure sottoposta alla sorveglianza speciale.

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