Distrutto un altro vigneto: dopo il pensionato "tocca" ad un agricoltore

Il trentenne ha trovato tranciate alcune centinaia di viti di uva da tavola. Il danno, anche se ancora in corso di quantificazione, si aggira su circa 20 mila euro

(foto ARCHIVIO)

Prima in contrada Giuliana, poi in contrada Aquilata. Sono diventati due gli episodi – entrambi hanno le caratteristiche del danneggiamento volto all’intimidazione  – che sono stati messi a segno, nel giro di pochissimi giorni, a Canicattì: “patria” dell’uva da tavola. Ad essere distrutto, anche in contrada Aquilata, è stato un altro vigneto di proprietà, questa volta, di un agricoltore trentenne. L’uomo ha trovato tranciate e abbattute alcune centinaia di viti di uva da tavola. Il danno, ieri, risultava essere ancora in corso di quantificazione, ma si preannunciava decisamente importante. Fra i ben informati si parlava di circa 20 mila euro. Delle indagini, anche in questo caso, si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Canicattì.

In contrada Aquilata è accaduto, grosso modo, quanto era stato già messo a segno in contrada Giuliana dove venne raso al suolo un intero vigneto di proprietà di un pensionato settantenne. Il danno provocato dagli ignoti malviventi - certamente più persone, visto la quantità di viti distrutte – per il pensionato venne quantificato in circa 30 mila euro. Nessun dubbio, non per i carabinieri, sul fatto che entrambi gli episodi siano delle intimidazioni.

Non è escluso che siano state delle vendette, magari anche legate proprio alle compravendite e dunque al prezzo dell’uva da tavola. Non ci sono però certezze categoriche. E servirà del tempo per provare ad arrivare alla verità.

C’è un interrogativo, forse fra i tanti, che i militari dell’Arma della compagnia di Canicattì, nelle ultime ore, si stanno ponendo: i due episodi sono collegati, o collegabili, fra loro? E se sì, in che maniera? E’ anche su questo che, di fatto, per non lasciare nulla al caso, i carabinieri stanno lavorando.

L'attività investigativa – e questo vale per entrambe le intimidazioni - non si preannuncia affatto semplice anche perché, a quanto pare, i malviventi non si sarebbero lasciati dietro le spalle indizi o tracce. 

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Un altro fascicolo d’inchiesta è stato, inevitabilmente, aperto in Procura ad Agrigento. 

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