"Costretta a fuggire in comunità insieme al figlio per sfuggire all'ex marito violento", il caso approda in aula

La Procura chiede l'archiviazione ma il legale della donna insiste: "L'uomo va processato"

Costretta a rifugiarsi in una comunità protetta insieme al figlio per sfuggire all'ex marito che la picchiava, la minacciava e gli aveva sottratto lo stesso bambino. Secondo il pubblico ministero Gloria Andreoli, non ci sono sufficienti riscontri alle accuse e, soprattutto, non ci sono elementi per istruire un processo per le accuse di stalking e sottrazione di minore.

Il difensore della donna, l'avvocato Diego Giarratana, si oppone, invece, alla richiesta di archiviazione della Procura e la vicenda approderà presto in aula. L'udienza per discutere se archiviare il caso doveva essere oggi davanti al gip Luisa Turco ma è stata subito rinviata al 16 novembre per un problema legato alle notifiche.

La donna trentacinquenne ha denunciato di essere stata costretta a fuggire, nei mesi scorsi, in una comunità protetta in seguito alle reiterate persecuzioni da parte dell'ex marito che, secondo la sua versione, avrebbe minacciato anche i genitori della donna che ha presentato numerose querele all'indirizzo dell'ex marito. La difesa della donna chiede, adesso, di non archiviare il caso. A decidere sarà il gip. Tre le ipotesi: archiviazione, supplemento di indagini o imputazione coatta.

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