Cronaca

Sparatoria per una partita di droga scadente, una condanna ridotta in appello

I giudici escludono l'accusa di porto illegale di arma a carico di uno degli imputati e la pena viene rideterminata in 2 anni

Una condanna ridotta in appello al processo a carico di due imputati accusati di avere preso parte ad una sparatoria fra due fazioni, dovuta ad un contrasto maturato nel mercato della droga, insieme al padre di uno dei due, morto prima che si concludesse il processo di primo grado.

I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento - presieduta da Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna, - il 17 aprile del 2019, avevano condannato per porto illegale di arma e ricettazione, a tre anni di reclusione e al pagamento di 3 mila euro di multa, il trentaquattrenne Giuseppe Sorce. La pena nei confronti di quest'ultimo (difeso dall'avvocato Teres'Alba Raguccia) è stata ridotta a 2 anni in seguito all'assoluzione dall'accusa legata all'arma.

Era stato assolto già in primo grado, invece, Vincenzo Mongitore, 37 anni, "per non avere commesso il fatto" e lo stesso Giuseppe Sorce, accusato di avere esploso dei colpi d'arma da fuoco contro i suoi avversari, era stato scagionato dall'accusa di tentato omicidio "perché il fatto non costituisce reato". Giuseppe Mongitore, padre di Vincenzo, è morto prima della conclusione del processo.

Mongitore, infatti, in appello era imputato solo per gli effetti civili: in sostanza, se la Corte lo avesse riconosciuto responsabile di tentato omicidio, come chiesto da Sorce, al massimo avrebbe dovuto pagare il risarcimento.

L’agguato al centro del processo è avvenuto il 16 settembre del 2015. I Mongitore - padre e figlio, difesi dall'avvocato Calogero Meli, - sarebbero andati nell’abitazione di Sorce, in contrada Coda Volpe, a Canicattì, per ucciderlo a colpi di pistola. Lo stesso Sorce, gravemente ferito dai colpi ricevuti, secondo l’accusa originaria replicò sparando ma senza ferire nessuno.

L'accusa che era stata ipotizzata per i Mongitore era di tentato omicidio ai danni del trentenne Sorce, a sua volta pure lui imputato dello stesso reato perchè avrebbe sparato contro gli avversari. Il processo ha ridimensionato le principali accuse. All'origine della sparatoria ci sarebbe stato un contrasto su una partita di droga, di scarsa qualità, che avrebbero dovuto smerciare insieme.

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