Sorpresi a fumare crack in auto con una ragazzina minorenne, due giovani dal gup

Gli agenti, insospettiti dalla presenza di una vettura, ferma nei pressi di una chiesa, hanno deciso di eseguire un controllo

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Il 20 ottobre davanti al gup Stefano Zammuto: i due ventenni arrestati dalla polizia il 31 ottobre dopo essere stati sorpresi a fumare crack in auto con una ragazzina minorenne, rischiano di finire a processo. Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Carmelo Carlino, 26 anni e Giuseppe Marino, 19 anni, entrambi di Canicattì.

L'accusa ipotizzata nei confronti dei due imputati, difesi dagli avvocati Calogero Lo Giudice e Giovanni Salvaggio, è di detenzione illecita di sostanza stupefacenti. Gli agenti, insospettiti dalla presenza di un'auto ferma nei pressi della chiesa di Sant'Eduardo, in via Bellini, hanno deciso di eseguire un controllo. Una volta avvicinati all'auto, hanno trovato i due giovanissimi che fumavano crack con una bottiglia di plastica modificata insieme a una ragazzina di 17 anni.

All'interno della Fiat Punto di proprietà di Carlino, nei sedili anteriori, è stata trovata una bottiglia che, a detta degli stessi ragazzi, conteneva acqua e cocaina. La perquisizione è stata estesa: dentro il portacenere sono stati trovati dei pezzi di hashish, per un peso complessivo di poco meno di 1,5 grammi, mentre nella tasca laterale vi era un bilancino di precisione. Nella tasca dei pantaloni di Marino, inoltre, è stata trovata una tavoletta di circa 50 grammi di hashish.

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