Cronaca Canicattì

"Segnalare posti di blocco su whatsapp non è reato", no dal gup a 62 rinvii a giudizio

La Procura chiedeva di mandare a processo tutti gli iscritti a un gruppo dove ci si scambiava informazioni sulla presenza di forze dell'ordine nelle strade

"Non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste": secondo il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, segnalare la presenza di posti di blocco stradali non è reato. Respinta, quindi, la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura.

Il pubblico ministero Paola Vetro - in seguito all'indagine della polizia che casualmente aveva scoperto, in seguito al sequestro di un telefono cellulare, l'esistenza di un gruppo whatsapp dove decine di automobilisti si scambiavano informazioni sulla presenza di posti di blocco nelle strade - aveva chiesto il processo per l'accusa di interruzione di pubblico servizio. 

Nella lista degli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Luigi Troja, Calogero Lo Giudice, Giuseppe Barba, Calogero Meli, Paolo Ingrao, Giuseppe Montana e Giovanni Salvaggio) anche autisti di ambulanze o di mezzi di soccorso e camionisti.

Ecco l’elenco: Salvatore Agrò, 48 anni; Filippo Gioacchino Anello, 21 anni, Antonio Arces, 21 anni; Angelo Bartolotta, 50 anni; Mirko Benfante Picogna, 26 anni; Alessio Bonsangue, 37 anni; Diego Bordonaro, 27 anni; Domenico Pio Bordonaro, 19 anni; Vincenzo Caico D’Aiuto, 39 anni; Antonino Chiazza, 50 anni; Ignazio Cigna, 65 anni; Diego Cimino, 29 anni; Eduardo Como, 43 anni; Fabio Corbo, 23 anni; Giacinto Cordova, 27 anni; Calogero Curto Pelle, 30 anni; Emanuele Damiano, 30 anni; Calogero Di Caro Catarratto, 39 anni; Manuel Lorenzo Di Maida, 41 anni; Angelo Di Maria, 38 anni; Margherita Diana, 35 anni; Antonio Farruggio, 26 anni; Carmelo Alessio Frangiamone, 20 anni; Giovanni Fumusa, 27 anni; Carmela Gallo, 46 anni; Giovanni Gatto, 39 anni; Christian Giardina, 29 anni; Gaetano Francesco Giardina, 29 anni; Gioacchino Giardina, 25 anni; Emanuele Guagenti, 25 anni; Gianfranco Gugliotta, 41 anni; Maurizio Gulisano, 41 anni; Andrea La Verde, 30 anni; Giuseppe La Lomia, 34 anni; Lorenzo Li Calzi, 34 anni; Salvatore Lupo, 26 anni; Salvatore Magrì, 38 anni; Diego Maira, 35 anni; Vincenzo Mattina, 22 anni; Angelo Messana, 24 anni; Giuseppe Messina, 31 anni; Vincenzo Miceli Sopo, 19 anni; Diego Milazzo, 35 anni; Stefano Nicosia, 31 anni; Agostino Nucera, 30 anni; Antonio Paci, 44 anni; Gioacchino Parla, 25 anni; Giuseppe Parla, 43 anni; Michele Pastorini, 28 anni; Diego Pilonero, 29 anni; Vincenzo Pilonero, 55 anni; Calogero Puleri, 24 anni; Angelo Restivo, 23 anni; Paolo Gioacchino Ricotta, 32 anni; Francesco Gioacchino Rinallo, 35 anni; Salvatore Rinella, 29 anni; Calogerino Sacheli, 43 anni; Alfonso Gioachino Sammartino, 61 anni; Jvan Sammartino, 33 anni; Salvatore Taibbi, 42 anni; Ion Udrea, 36 anni e Diego Vaccaro, 29 anni. 

Gli imputati, quasi tutti di Canicattì, erano iscritti e partecipanti a un gruppo whatsapp, denominato "Uomini immiezzu a via", e si sarebbero avvisati a vicenda, facendo veicolare le informazioni a terze persone, della presenza di uomini delle forze dell'ordine sparsi per il territorio. Una condotta che, secondo il pm, integrava il reato di interruzione di pubblico servizio.

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