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Un distributore di benzina Q8

Un distributore di benzina Q8

Mani in tasca e volto coperto, in due rapinano il distributore di carburanti

I malviventi, verosimilmente giovani, sono arrivati all'impianto utilizzando un ciclomotore. Sono in corso perquisizioni e acquisizioni di filmati ricavati da impianti di videosorveglianza

Volto coperto da passamontagna e mani in tasca, quasi come a voler dimostrare d'essere armati, in due hanno rapinato - ieri sera - il distributore di carburante Q8, lungo la statale 122, in contrada Madonna dell'Aiuto a Canicattì. Il bottino del colpo è stato di poche centinaia di euro. I criminali - verosimilmente giovani - sono riusciti a far perdere le loro tracce con lo stesso mezzo - un ciclomotore - con il quale avevano raggiunto l'impianto di carburanti. Del caso si stanno occupando i poliziotti del commissariato di Canicattì, che è coordinato dal vice questore Cesare Castelli. Si tratta dello stesso impianto che era stato rapinato lo scorso 17 dicembre. Allora, sempre i poliziotti del commissariato di Canicattì riuscirono ad arrestare un giovane e a sottoporre a fermo (perché la flagranza di reato era già trascorsa) un altro.

La rapina, l'inseguimento, la fuga sui tetti: "come un film d'azione" l'arresto dei due rapinatori del distributore

Ieri sera, poco dopo le 19, due sconosciuti giovani - in sella ad uno scooter - hanno raggiunto il Q8 di contrada Madonna dell'Aiuto. Volto coperto appunto e senza tirare fuori nessun tipo di arma, hanno minacciato l'operatore che, in quell'esatto momento, si stava occupando della distribuzione di carburante. L'uomo ha consegnato quanto aveva in tasca e i due si sono subito dileguati.  Sul posto, scattato l'allarme, si sono precipitati i poliziotti che hanno subito avviato un rastrellamento del territorio circostante e la ricostruzione dell'episodio di microcriminalità. Fitto, anzi di più, il riserbo degli investigatori che non lasciano trapelare neanche la più piccola delle indiscrezioni. 

Non è escluso - è la procedura ad imporlo - che i poliziotti del commissariato di Canicattì, avviando appunto l'attività investigativa, abbiano già passato in rassegna l'area per acquisire eventuali filmati di impianti di videosorveglianza e che stiano effettuando delle perquisizioni, alla ricerca magari anche di quel ciclomotore usato per mettere a segno il colpo.

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