"Pugni in faccia al padre dell'amico", chiesto rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale

Il gup Alessandra Vella ha dato il via libera all’udienza preliminare nei confronti del ventinovenne Giuseppe Cutaia di Canicattì

Tutti gli atti di indagine sono utilizzabili e non ci sono vizi di forma nella loro acquisizione. Ne è convinta il gup Alessandra Vella che ha dato il via libera all’udienza preliminare nei confronti del ventinovenne Giuseppe Cutaia, di Canicattì, accusato di omicidio preterintenzionale ai danni del padre di un amico che, al culmine di un litigio, avrebbe colpito con alcuni pugni al volto provocandone la morte. Secondo il pubblico ministero Paola Vetro, che ha tirato le fila di una complessa indagine, Cutaia deve essere processato. La vittima si chiamava Giuseppe Cacciatore.

Il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio per questa imputazione dopo che l’indagine, in un primo momento, ipotizzava l’accusa di lesioni personali escludendo, quindi, un nesso fra l’aggressione e la morte. La difesa del ventinovenne, affidata agli avvocati Diego Guadagnino e Angela Porcello, ha sollevato da subito alcune questioni preliminari chiedendo che i nuovi atti venissero dichiarati inutilizzabili per varie ragioni formali. 

Il giudice, dopo avere esaminato la questione, sollevata all’udienza precedente, ha deciso di dichiarare utilizzabili tutti gli atti e ha emesso un’ordinanza con cui dispone di proseguire dando un termine alla difesa per valutare se scegliere un rito alternativo. Si torna in aula l’8 gennaio.

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La vicenda risale al 26 agosto del 2015 quando il ragazzo, a margine di un incontro per risolvere un litigio precedente avuto con il figlio dell’uomo, avrebbe colpito con alcuni pugni al volto l’uomo che morì poco dopo. In un primo momento gli inquirenti indagarono per l’ipotesi di reato di lesioni personali. La nuova contestazione di omicidio preterintenzionale scaturisce da ulteriori accertamenti medici.

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