Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

"Diplomi farsa negli istituti privati", i periti chiedono altro tempo per le intercettazioni

Si allungano i tempi dell'udienza preliminare a carico di 102 fra dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo di alcune scuole paritarie di tre province siciliane

foto archivio

I periti Giuseppe Rinzivillo e Santo Bonsignore, che hanno ricevuto l'incarico dal gup di trascrivere tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali disposte durante le indagini sul cosiddetto "diplomificio", chiedono tempo per completare il lavoro.

Il giudice Francesco Provenzano lo concede e rinvia al 7 luglio, giorno in cui i periti riferiranno in aula. Il procedimento è quello che scaturisce dall'operazione "Diplomat" che ipotizza un giro di diplomi "venduti" senza neppure sostenere una lezione grazie alla falsificazione di documenti che attestavano il regolare percorso scolastico.

Sul banco degli imputati siedono in 102 fra dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo di alcuni istituti paritari di Canicattì, Licata e delle province di Catania e Ragusa oltre ad alcuni studenti che avrebbero beneficiato dei diplomi irregolari usando poi il titolo per iscriversi all'università e tre istituti scolastici in qualità di persone giuridiche.

L'indagine è stata avviata nel 2014 e si è allargata anche alle province dove il "diplomificio" avrebbe avuto delle ramificazioni. Le accuse contestate dal pm Paola Vetro sono di associazione a delinquere, falso, rivelazione di segreto di ufficio e abuso di ufficio. 

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