Mafia, difesa si oppone a sorveglianza speciale per fedelissimo del boss Falsone

Diego Gioacchino Lo Giudice, 65 anni, condannato nell'operazione "Apocalisse", chiede la revoca della misura di prevenzione

Diego Gioacchino Lo Giudice

"Non c'è alcun elemento attuale dal quale desumere la pericolosità sociale": la difesa chiede la revoce della sorveglianza speciale nei confronti dell’imprenditore Diego Gioacchino Lo Giudice, 73 anni di Canicattì, arrestato e condannato a 10 anni di carcere nell'ambito dell'operazione antimafia “Apocalisse”, considerato uno dei “fedelissimi” nonché  prestanome dell'ex capo mafia provinciale Giuseppe Falsone.

La Procura, invece, non ha impugnato la decisione del tribunale di non confiscare la quasi totalità dei beni: diventa, quindi, definitivo il provvedimento della sezione misure di prevenzione, emesso nel settembre scorso, Ieri, invece, si è discusso, davanti alla Corte di appello, il ricorso della difesa, affidata all’avvocato Angelo Porcello, che chiede la revoca del provvedimento con cui i giudici della prima sezione avevano disposto la sorveglianza speciale per 3 anni e 6 mesi a la confisca di una sola azienda - la Ecolmax - di cui era stata provata l’acquisizione illecita.

Rigettata la quasi totalità della richiesta di confisca dei beni, già oggetto di sequestro nel 2015, avanzata dalla Procura di Palermo: il Tribunale aveva, infatti, deciso la restituzione del resto del patrimonio – immobili e rapporti bancari – il cui valore è stato stimato in poco più di un milione di euro. Le indagini patrimoniali ipotizzavano una difformità tra la capacità reddituale del nucleo familiare e quanto realmente posseduto.

Secondo gli inquirenti differenza sarebbe stata frutto di capitali di origine illecita o di riciclaggio secondo quanto ha accertato l’inchiesta “Apocalisse”, l’ultima che ha stretto il cerchio attorno all’ex superlatitante Giuseppe Falsone di cui Lo Giudice era stato prestanome per l’acquisto occulto di alcune quote di società che operavano nel settore della distribuzione alimentare. La procura generale ha insistito nelle richieste. La decisione è attesa nelle prossime settimane.

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