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Cronaca Canicattì

Uccise vicino a colpi di pistola dopo lite, la difesa: "Reagì ad un'aggressione"

I legali di Carmelo Rubino replicano al pubblico ministero che ha chiesto l'ergastolo per il settantenne accusato dell'omicidio di Vincenzo Sciascia Cannizzaro

"E' stata legittima difesa perchè ha reagito ad un'aggressione e, in ogni caso, aveva subito tante provocazioni che hanno esasperato gli animi".

I difensori di Carmelo Rubino, gli avvocati Diego Guadagnino e Francesco Gibilaro, replicano così al pubblico ministero Paola Vetro che, all'udienza precedente, aveva chiesto l'ergastolo per Carmelo Rubino, l'agricoltore pensionato di 70 anni, reo confesso del delitto del coetaneo Vincenzo Sciascia Cannizzaro, anche lui agricoltore, al quale avrebbe sparato due colpi di pistola al volto al culmine di una serie di litigi dovuti al diritto di passaggio su una strada interpoderale che portava ai loro terreni.

L'omicidio è avvenuto il 27 settembre del 2019 nel terreno della vittima in contrada Calici, a Canicattì. L'anziano, durante l'interrogatorio, aveva ammesso di avere sparato due colpi di pistola al volto di Sciascia Cannizzaro, precisando di essere sotto shock e di non ricordare i dettagli di quanto accaduto. In seguito ha spiegato - tesi adesso ribadita pure dai difensori - di avere fatto fuoco per difendersi da un'aggressione e, quindi, che lo avrebbe fatto per legittima difesa.

La Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, dopo le eventuali repliche, emetterà la sentenza. 

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