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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Canicattì

"Morto per i problemi cardiaci e non per i pugni ricevuti", difesa chiede assoluzione

I legali replicano al pm che aveva chiesto la condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione per un 29enne accusato dell'omicidio preterintenzionale del padre di un amico con cui aveva litigato

"La vittima è morta per problemi cardiaci e non per i pugni ricevuti". I difensori del ventinovenne Giuseppe Cutaia - accusato di omicidio preterintenzionale per avere colpito il padre di un amico che, poco dopo, morì - replicano al pm Paola Vetro che, all'udienza precedente, aveva chiesto la condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione.

Secondo gli avvocati Angela Porcello e Diego Guadagnino, Cutaia sarebbe responsabile solo del reato di lesioni e, in ogni caso, avrebbe agito "per legittima difesa". La vittima si chiamava Giuseppe Cacciatore, aveva 46 anni e sarebbe intervenuto in difesa del figlio in occasione di un contrasto con l’imputato.

La vicenda risale al 26 agosto del 2015 quando il ragazzo, secondo la ricostruzione della vicenda, a margine di un incontro per risolvere un litigio precedente avuto con il figlio di Cacciatore, avrebbe colpito con alcuni pugni al volto l'uomo che morì poco dopo. In un primo momento gli inquirenti indagarono per l’ipotesi di reato di lesioni.

La nuova contestazione di omicidio preterintenzionale scaturisce da ulteriori accertamenti medici dai quali si evincerebbe, sostiene l’accusa, un nesso fra i colpi ricevuti e il decesso. Il gup Alessandra Vella emetterà la sentenza il 28 ottobre.

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