Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Canicattì

"Ha travolto e ucciso il futuro consuocero per bloccare matrimonio dei figli", nuovo ordine di arresto

Il gip, in seguito alla morte di Mario Vincenzo Lauricella, ha emesso un secondo provvedimento, su richiesta del pm, per l'accusa di omicidio pluriaggravato

La vittima, Mario Vincenzo Lauricella

Omicidio pluriaggravato da premeditazione, futili motivi e minorata difesa. Il gip Luisa Turco, in seguito alla richiesta presentata dal procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio, e dal pm Paola Vetro, ha emesso una nuova ordinanza cautelare in carcere nei confronti del tabaccaio Luigi Lalomia, 75 anni. 

Il secondo provvedimento arriva in seguito alla morte, avvenuta il 16 luglio all'ospedale di Messina, dopo un mese e mezzo di agonia, di Mario Vincenzo Lauricella, meccanico sessantenne di Canicattì, preso a bastonate e investito con un furgone dal consuocero nell'ambito di un contrasto legato al futuro matrimonio dei figli.

Lalomia è accusato anche del tentato omicidio della futura nuora che sarebbe stata salvata proprio da un gesto eroico del padre che, vedendo l'auto piombargli contro, l'avrebbe spintonata via evitando che anche lei venisse schiacchiata contro un muro.

L'anziano, assistito dal suo difensore, l'avvocato Calogero Meli, nell'interrogatorio, ha negato la ricostruzione in tutti i punti. La Procura gli contesta ora l'accusa di omicidio ai danni del futuro consuocero e di tentato omicidio della nuora: l'obiettivo, dopo una serie di minacce e insulti telefonici e di presenza, sarebbe stato quello di bloccare il matrimonio della ragazza col figlio.

L'agguato, la mattina del 30 maggio, si è consumato in via Libia, davanti a un magazzino di proprietà delle vittime. "Non mi sono mai opposto al matrimonio di mio figlio - ha detto al giudice - , quella mattina sono andato a casa del mio futuro consuocero perchè mia moglie aveva ricevuto una telefonata molto aggressiva da parte di sua moglie. Non ho cercato di uccidere nessuno, ho solo provato a fuggire dopo che hanno preso a bastonate la mia auto e, nella concitazione, ho sbagliato a inserire la marcia". 

Per il gip, invece, sarebbe andato lì per prenderli a bastonate e, dopo averli picchiati, avrebbe deciso di schiacciarli con l'auto e ucciderli. Il futuro consuocero di Lalomia e la figlia, in particolare, erano davanti a un magazzino all'ingresso dell'abitazione. Lì il tabaccaio sarebbe arrivato con un Doblò, si sarebbe fermato e avrebbe iniziato a picchiarli con un bastone, preso dal bagagliaio. I due sarebbero riusciti a levargli il bastone dalle mani ma Lalomia, risalito sul Doblò, avrebbe fatto marcia indietro per schiacciarli contro il muro. 

L'uso del bastone, secondo il gip, è indizio di "minorata difesa" da parte delle vittime. I precedenti contrasti raccontati dalla figlia di Lauricella sarebbero, invece, la prova della premeditazione. Sui futili motivi il gip sottolinea: "La reazione è stata spropositata". 

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