Neonata morta durante trasferimento all'Utin, eseguita l'autopsia

Il pm nomina tre medici legali per fare luce sulla tragedia, accertamenti pure sulla fase precedente il parto

"Accertino i consulenti se ci sono stati errori e omissioni nella programmazione e nell'effettuazione del parto cesareo, nelle fasi successive e nel trasporto in ambulanza da Canicattì ad Agrigento. Si verifichino anche eventuali errori nella diagnosi ed eventuali patologie congenite". 

Il pubblico ministero Chiara Bisso, con questi quesiti indirizzati all'equipe che ieri pomeriggio ha eseguito l'autopsia, vuole fare piena luce sul caso di Sophie, la neonata morta durante il trasferimento, in ambulanza, dall’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì verso il “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove c’è il reparto di terapia intensiva neonatale. 

Diciotto fra medici e infermieri, in servizio all'ospedale Barone Lombardo, indagati come atto dovuto per partecipare agli accertamenti tecnici anche attraverso consulenti, una facoltà a cui non tutti i sanitari hanno, però, fatto ricorso. Tre i medici legali incaricati dalla Procura: Antonina Argo, Antonio Luciano e Alberto Alongi del policlinico di Palermo.

La piccola era venuta al mondo, giovedì scorso, – secondo quanto si apprende – con un parto cesareo praticato all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. La neonata avrebbe accusato dei problemi di natura cardiaca che, nel giro di poche ore, si sarebbero aggravati. I medici che hanno assistito la madre pare che avessero reputato in pericolo di vita la neonata, tant’è che è stato disposto il trasferimento della neonata verso l’Utin (la Terapia intensiva neonatale) dell’ospedale del capoluogo, reparto più attrezzato per assistere la piccola. La bambina, l'indomani, dopo alcune complicazioni, è stata caricata su un’autoambulanza che, in emergenza, avrebbe dovuto raggiungere contrada Consolida, ad Agrigento, dove i medici avrebbero dovuto cercare di salvarla. Ma durante il tragitto, il cuoricino della piccola s’è fermato. 

I genitori della piccola, assistiti dall'avvocato Calogero Li Calzi, hanno presentato un esposto per fare chiarezza sui fatti. I medici indagati hanno nominato come difensori, fra gli altri, gli avvocati Giuseppe Barba, Floriana Salamone, Luigi Ciotta, Salvatore Manganello, Antonio Bordonaro, Giuseppe Barba, Daniela Cannarozzo, Calogero Lo Giudice e Calogero Meli. I consulenti hanno chiesto un termine di sessanta giorni per depositare la propria relazione.

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