Cronaca

"No usura", "No racket": adesivi sulle vetrine perché i negozianti di Canicattì si ribellano

Il comandante provinciale dei carabinieri: "C'è una forte partecipazione dell'Arma che in collaborazione con l'associazione ha riportato alla luce un rinnovato fenomeno in epoca post-Covid"

Viale Giudice Antonino Saetta (foto Google Maps)

Adesivi con la scritta "No usura", "No racket" sono comparsi sulle vetrine di tutti i negozi di Canicattì. Si respira, a poche ore dall'apertura di un Punto di legalità, aria nuova e sana a Canicattì che ha, di recente, assistito, dopo le condanne, ai sequestri a carico dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira. 

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La presenza di questi adesivi - voluti dall'associazione 'Sos racket' che domattina aprirà il punto di legalità - potrebbe anche essere un cambio di orizzonte. L'associazione "Sos racket" si sta muovendo con il supporto dei carabinieri della compagnia di Canicattì e del comando provinciale di Agrigento. "C'è una forte partecipazione dell'Arma - ha confermato il comandante provinciale dell'Arma: il colonnello Vittorio Stingo - che in collaborazione con l'associazione ha riportato alla luce un rinnovato fenomeno in epoca post-Covid. Tutte le attività che hanno riaperto i battenti hanno avuto bisogno di soldi, ed ecco che c'è stata la rinascita dell'usura. 'Sos racket' ha trovato coraggio e il comandante della compagnia di Canicattì li ha guidati sul territorio". 

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