Il giovane trovato morto sull'altalena, il medico legale conferma: "Non fu omicidio"

Esclusi interventi di terze persone, adesso ci vorranno sessanta giorni per avere altre risposte: la Procura indaga per istigazione al suicidio e spaccio di droga

I segni sul collo escludono categoricamente qualsiasi ipotesi di intervento di terzi che possano averlo soffocato. La pista dell’omicidio era già tramontata dopo le prime ore di indagine ma adesso, dopo l’autopsia, disposta dal pubblico ministero Gloria Andreoli, che indaga per istigazione o aiuto al suicidio e spaccio di droga, è definitivamente caduta.

La Procura della Repubblica di Agrigento vuole vederci chiaro sul caso del giovane panettiere trovato morto sabato scorso all'interno della sua abitazione di campagna, a Canicattì. Il ventottenne era inginocchiato sulla pedana di un'altalena, appesa su un albero, con delle corde attorno al collo. Una dinamica strana, associata al fatto che l'uomo potrebbe avere assunto delle droghe, come ricostruito da alcuni testimoni, che non ha mai convinto i poliziotti del commissariato di Canicattì che sono intervenuti sul posto, chiamati dai genitori. Il giovane aveva interrotto il suo giro di consegne del pane con il furgone per entrare in un bar dove era stato visto profondamente scosso. Tanto che una delle persone all'interno, secondo la ricostruzione dell'episodio, si offrì di accompagnarlo a casa vedendolo in condizioni di shock. Il giovane, alcune ore dopo, verrà trovato morto, con delle corde attorno al collo nell’altalena all’esterno della casa di campagna.

I genitori lo hanno trovato là senza il furgone, rimasto davanti al bar. La circostanza ha alimentato dei sospetti che sono stati chiariti dalla polizia e dalla Procura nelle ore successive. La pista seguita dal magistrato della Procura, che indaga per il reato di spaccio di droga, sembra puntare in una direzione molto precisa. L'incarico al medico legale Cataldo Ruffino e al tossicologo Antonio Laudani, delegati per eseguire l'autopsia e gli accertamenti sulla salma, è stato conferito ieri pomeriggio, alle 16, in Procura. Subito dopo sono iniziate le operazioni al cimitero di Canicattì. L'inchiesta, al momento, è a carico di ignoti. All'accertamento tecnico dell'autopsia sono stati invitati, quindi, a partecipare solo i familiari del ragazzo che hanno già nominato i propri legali di fiducia, gli avvocati Calogero Lo Giudice e Antonio Comparato.

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Il medico legale, da una prima ispezione sulla salma, ha subito messo un punto fermo: non c’è stato alcun intervento di terzi. Le altre risposte arriveranno entro i prossimi sessanta giorni, quando sarà consegnata la relazione. 

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