Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Canicattì

Dalla richiesta di pochi euro per comprare un panino a micro-estorsioni: commercianti sotto scacco di un paio di balordi

Agli esercenti, che hanno segnalato quanto sta avvenendo ai carabinieri, vengono chiesti 5-10 euro al massimo. Talvolta anche 20 euro. I militari dell'Arma stanno lavorando sull'identificazione di due, massimo tre, uomini che più volte durante la settimana chiedono soldi

"Ci sono dei tizi che ci danno fastidio". E' questa la segnalazione-lamentela, non una denuncia formale, che hanno acquisito i carabinieri di Canicattì da alcuni esercenti commerciali del centro - dei bar e dei panifici soprattutto - che sono vittime di piccole estorsioni: 5-10 euro al massimo. Talvolta anche 20 euro. A metterle a segno sarebbero due, tre canicattinesi. Ed è sulla loro identificazione che i militari dell'Arma di Canicattì stanno, appunto, lavorando. 

Le richieste, almeno all'inizio, hanno le sembianze di una richiesta di aiuto, quasi come se mendicassero per avere pochi euro per comprare un panino e una bevanda per mangiare. Poi, però, stando a quanto emerge, queste richieste di "aiuto" si sarebbero fatte sempre più ravvicinate, anche infrasettimanali. E quanti - gli esercenti commerciali - si sono infastiditi sono stati minacciati. Ecco, dunque, che, giuridicamente, si configura la fattispecie di estorsione.

Le segnalazioni sono state raccolte dai carabinieri nel penultimo fine settimana di agosto, quando sono stati realizzati dei controlli sulla movida. Qualcuno ha sbottato: "Voi ci bastonate, ma poi lasciate che dei tizi ci diano fastidio". Le attività di contrasto, e le indagini, da parte dei militari dell'Arma si sono subito messe in azione. 

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A fine maggio scorso, l'associazione 'Sos racket' che ha anche aperto un punto di legalità aveva distribuito tantissimi adesivi - che erano stati collocati sulle vetrine dei negozi - con le scritte: "No usura", "No racket". L'associazione "Sos racket" si è mossa con il supporto dei carabinieri della compagnia di Canicattì e del comando provinciale di Agrigento.

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