Cronaca Canicattì

La palazzina della droga a Canicattì, i quattro indagati fanno scena muta dal gip

Tre donne e un uomo, destinatari di un provvedimento di obbligo di dimora, si avvalgono della facoltà di non rispondere

Scena muta davanti al gip. I quattro indagati, destinatari di un provvedimento cautelare che gli impone l'obbligo di dimora nel proprio Comune di residenza nell'ambito di un'operazione antidroga eseguita dai carabinieri, si avvalgono della facoltà di non rispondere.

Si tratta di Daniela Di Franco, 37 anni; Sonia Garraffo, 31 anni; Morena Milazzo, 35 anni e Domenico Gioacchino Lo Giudice, 34 anni. I quattro indagati, assistiti dai propri difensori, gli avvocati Diego Giarratana e Rossana Avanzato, hanno comunicato al gip Micaela Raimondo la propria volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. 

Le indagini nei confronti dei quattro indagati, per i quali la Procura aveva chiesto un'ordinanza in carcere, hanno accertato l'esistenza di una vera e propria rete di protezione, ovvero il posizionamento di otto telecamere attorno a una palazzina, che consentivano ai due nuclei familiari di poter smerciare, con una certa tranquillità, cocaina, eroina e marijuana.

Gli acquirenti, sostiene l'accusa, arrivavano dai Comuni limitrofi. I due nuclei familiari, stando a quanto è emerso dall'inchiesta, spesso collaboravano nell'attività di spaccio. Ma, nella maggior parte dei casi, erano invece in competizione. Di fatto però avevano creato - nella palazzina del viale Della Vittoria a Canicattì - una fiorente "piazza" di spaccio.

Spacciatori spregiudicati visto che i carabinieri, durante le indagini hanno sorpreso una delle donne indagate che era in possesso di cocaina mentre era in compagnia della figlia di 11 anni. Bambina che aveva anch'essa, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, della cocaina addosso. 

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