Incendiato il portone di un'abitazione: è stata l'opera di un balordo?

Trattandosi di una residenza disabitata e abbandonata è difficile ipotizzare un atto mirato ad intimidire. Indagini dei carabinieri

(foto ARCHIVIO)

Appiccato l'incendio al portone di un immobile che, in via Guglielmo Marconi a Canicattì, in passato era stato sede di un ufficio privato. Nessun dubbio sul fatto che il rogo sia stato di matrice dolosa. E' accaduto tutto all'alba di ieri. Erano le 4,44 quando l'Sos risuonava alla centrale operativa dei vigili del fuoco. I pompieri del distaccamento cittadino fino alle 5,23 circa sono rimasti, idranti alla mano, all'opera. Le fiamme sono state circoscritte e domate praticamente immediatamente, tant'è che l'incendio s'è fermato in fase iniziale. 

In via Marconi anche i carabinieri che hanno subito avviato le indagini per capire chi possa aver appiccato la fiammata, ma anche per riuscire a rintracciare i proprietari dell'immobile. La residenza è risultata essere infatti disabitata e abbandonata da tempo. L'attività investigativa non si preannuncia semplice perché pare che sulla zona non siano presenti telecamere di video sorveglianza.   

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 Appare scontato che, quello messo a segno ieri, sia stata opera di un barbone. Trattandosi di una residenza disabitata e abbandonata è difficile infatti ipotizzare un atto mirato ad intimidire.

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