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"Sorpresi con la droga e a fumare crack in auto con minorenne", due giovani rischiano il processo

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - nei confronti di Carmelo Carlino, 26 anni e Giuseppe Marino, 19 anni

Meno di nove mesi dopo l'arresto, scattato per essere stati sorpresi a fumare crack in auto con una ragazzina minorenne, per due ventenni si avvicina il momento del processo.

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - nei confronti di Carmelo Carlino, 26 anni e Giuseppe Marino, 19 anni. L'accusa ipotizzata nei loro confronti è di detenzione illecita di sostanza stupefacenti. Il loro arresto, eseguito dalla polizia, è scattato il 31 ottobre scorso.

Gli agenti, insospettiti dalla presenza di un'auto ferma nei pressi della chiesa di Sant'Eduardo, in via Bellini, hanno deciso di eseguire un controllo. Una volta avvicinati all'auto, hanno trovato i due giovanissimi che fumavano crack con una bottiglia di plastica modificata insieme a una ragazzina di 17 anni. All'interno della Fiat Punto di proprietà di Carlino, nei sedili anteriori, è stata trovata una bottiglia che, a detta degli stessi ragazzi, conteneva acqua e cocaina. Anche la bottiglia presentava un foro ed era destinata, probabilmente, ad essere utilizzata per aspirare il vapore. La perquisizione è stata estesa: dentro il portacenere sono stati trovati dei pezzi di hashish, per un peso complessivo di poco meno di 1,5 grammi, mentre nella tasca laterale vi era un bilancino di precisione.

Nella tasca dei pantaloni di Marino, inoltre, è stata trovata una tavoletta di circa 50 grammi di hashish. Carlino e Marino sono stati posti, su disposizione del pm di turno, agli arresti domiciliari per l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. La ragazzina è stata denunciata alla procura dei minori e affidata al padre. Il possesso della bottiglia di plastica che li avrebbe aiutati a consumare la droga non viene contestato ai due maggiorenni. Con l'avviso di conclusione delle indagini, i difensori - gli avvocati Calogero Lo Giudice e Giovanni Salvaggio - entro venti giorni potranno presentare memorie, chiedere un interrogatorio dei loro assistiti o sollecitare un ulteriore atto di indagine per provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio.

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