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"Fa ubriacare l'amica del figlio, la denuda e la palpeggia": al via processo a 60enne

La presunta vittima si era appartata col ragazzo che, però, sarebbe andato via velocemente lasciandola sola

L’amica del figlio resta sola in casa con lui e ne approfitta per farla bere, denundarla e palpeggiarla: con queste accuse un sessantenne di Canicattì è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. A decidere il rinvio a giudizio di Michele Sammartino, lo scorso 12 ottobre, è stato il gup Luisa Turco.

In mattinata, davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, è iniziato il processo con la richiesta del pubblico ministero Gloria Andreoli e del difensore dell'imputato - l'avvocato Diego Giarratana - di ammissione dei rispettivi mezzi di prova e il collegio ha fissato al 3 marzo l'audizione dei primi testi della Procura.

La presunta vittima, in precedenza, aveva confermato le accuse in aula, in occasione dell'incidente probatorio che si era tenuto davanti al gip di Agrigento, Stefano Zammuto. Sammartino ha sempre negato le accuse che gli vengono mosse. I fatti al centro del processo risalgono al 16 giugno del 2018.

Il figlio del sessantenne, che in quel periodo stava scontando una condanna in affidamento in prova ai servizi sociali, sarebbe andato nell’abitazione del padre con la ragazza per appartarsi e, probabilmente, consumare un rapporto sessuale. Il giovane, essendo sottoposto a delle restrizioni legate all’affidamento in prova, dovette andare via di corsa perché negli orari serali era obbligato a restare in casa e, se fosse incappato in una violazione, venendo scoperto, avrebbe rischiato di finire in carcere per scontare l'intera condanna.

La ragazza, quindi, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe rimasta col padre dell’amico che l’avrebbe fatta ubriacare con del vino. A quel punto, "approfittando - è l'atto di accusa del pm Gloria Andreoli - della sua condizione di inferiorità fisica", l’avrebbe denudata e costretta a subire atti sessuali. 

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